Alloro e lauroceraso, differenze e come riconoscere la pianta tossica
Le differenze tra alloro e lauroceraso sono importanti da conoscere perché aiutano a evitare rischi di intossicazioni. La prima pianta risulta, infatti, del tutto innocua, ma la seconda contiene glicosidi cianogeni. Foglie dal bordo seghettato, con venature evidenti ci provano che siamo di fronte alla nota pianta dei poeti, mentre controparti ampie accompagniate da un profumo intenso devono far scattare un campanello d’allarme.

Alloro e lauroceraso: differenze principali
Alloro e lauroceraso e presentano svariate differenze. La prima, Laurus nobilis appartiene alla famiglia delle Lauraceae ed è originaria del bacino del Mediterraneo. Il Prunus laurocerasua, appartiene invece alla famiglia delle Rosaceae e colloca i propri natali in Asia Minore. Entrambi sono arbusti che possono svilupparsi molto in altezza.
Le differenze principali risiedono, però, in:
- Forma delle foglie: quelle dell’alloro ricordano una sorta di ellisse allungata, mentre quelle del lauroceraso somigliano a un uovo rovesciato con larghezza massima in prossimità dell’apice.
- Bordo delle foglie: è seghettato nel lauroceraso e ondulato nell’alloro.
- Picciolo e venature: il picciolo delle foglie di alloro è, di solito, rosso, mentre nel lauroceraso è verde. Nella prima pianta, poi, le nervature sono ben visibili e formano una fitta trama, mentre nella seconda si notano solo quelle principali che risultano, comunque, meno marcate.
Come riconoscere l’alloro
Notare che alloro e lauroceraso non sono la stessa pianta è facile, quindi, se ci soffermiamo sulle giuste differenze. Le foglie, che a prima vista appaiono coriacee e di colore verde intenso, ci dicono già molto, ma riconoscere l’alloro diventa ancora più facile se ci affidiamo anche agli altri sensi. Al tatto la foglia dell’alloro risulta, per esempio, più sottile. Per il resto possiamo affidarci all’olfatto.
Quando le foglie sono intere l’odore risulta praticamente assente in entrambe le piante, ma tutto cambia se le strofiniamo o le spezziamo. L’alloro emana a questo punto un gradevole profumo fresco e speziato. È proprio quest’ultimo che lo ha reso particolarmente apprezzato in cucina. La controparte pericolosa, invece, sprigiona un odore più lieve e poco gradevole, simile a quello delle mandorle amare, con cui condivide i composti tossici.
Perché il lauroceraso è pericoloso?
Conoscere le differenze tra alloro e lauroceraso è fondamentale se ci cimentiamo nella raccolta di erbe e piante spontanee. Il lauroceraso risulta, infatti, tossico per l’uomo, a causa della presenza di glicosidi cianogenetici. Queste sostanze sono in grado di liberare acido cianidrico durante masticazione e digestione. Tutte le parti della pianta le contengono, in particolare semi e foglie.
L’ingestione di una quantità limitata di parti del lauroceraso non sfocia in genere in gravi disturbi, ma tra i sintomi che possono manifestarsi in seguito a un’intossicazione ricordiamo:
- Nausea
- Vomito
- Dolori addominali
- Respiro irregolare
Manifestazioni più gravi, come convulsioni e perdita di coscienza sono più rare perché richiedono l’ingestione di massicce quantità di foglie o semi.
Le differenze tra alloro e lauroceraso non sono puramente estetiche, anche se le due piante sono estremamente apprezzate anche a scopo ornamentale. In caso di dubbio è bene scegliere la vita della prudenza e rivolgersi a un esperto. Il lauroceraso è, per altro, estremamente tossico ance per cani e gatti. I nostri amici a quattro zampe, con la loro massa corporea inferiore, corrono rischi seri.
FAQ
Qual è la differenza tra alloro e lauro?
In genere si usa il termine “lauro” come sinonimo improprio dell’alloro. La parola può, però, anche riferirsi al lauroceraso e in questo caso si traccia la differenza tra una pianta molto utilizzata in cucina e una tossica.
Il lauroceraso è anche chiamato alloro?
No, si tratta di due piante diverse, su cui non bisogna fare confusione per evitare intossicazioni.
Come si distingue l’alloro vero da quello velenoso?
Per distinguere l’alloro dal lauroceraso il metodo più semplice consiste nel prendere una foglia e strofinarla. Se questa emana un gradevole profumo fresco di spezie siamo di fronte alla pianta commestibile. Se alle narici ci arriva un leggero sentore di mandorla amara invece. Abbiamo tra le mani la controparte velenosa.
Quanto è velenoso il lauroceraso?
Un’intossicazione da lauroceraso porta a problemi seri quando si ingeriscono grandi quantità di questa pianta. In caso di pasti sospetti rivolgersi a un medico resta comunque consigliato. Per cani e gatti, inoltre, possono essere pericolose anche scorpacciate più contenute.






