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Allarme Alpi: neve calata del 50% e la siccità avanza

Allarme Alpi: neve calata del 50% e la siccità avanza

Un recente report ha mostrato che la quantità di neve caduta sulle Alpi è insufficiente e ora Legambiente dà l’allarme per la siccità

La neve rappresenta la miglior riserva idrica disponibile, ma le Alpi, che dovrebbero a questo punto dell’anno esserne ricoperte, stanno vivendo una situazione da allarme. Un recente report di Legambiente ha mostrato che la catena montuosa è in deficit di manto bianco e che ciò si sta ripercuotendo sulla quantità d’acqua a nostra disposizione. La siccità è una minaccia sempre più concreta e l’organizzazione chiede interventi.

allarme neve Alpi
Foto: Michal Pech @Pexels

Allarme neve sulle Alpi

A dare l’allarme su quanto la quantità di neve caduta sulle Alpi in questa stagione invernale 2022-2023 sia stata ridotta ci ha pensato un report di CIMA Research Foundation. Gli ultimi dati mostrano che, a livello nazionale, il deficit è del 45% rispetto alla media degli ultimi 10 anni. Sull’arco alpino il difetto relativo all’equivalente idrico nivale è del 53%. Fiumi e laghi, soprattutto al Nord, sono, dunque, in forte sofferenza. A preoccupare è soprattutto la situazione del bacino del Po, dove il deficit idrico raggiunge il 61%. Per l’Adige il valore si attesta intorno al -52%. Dato che i due bacini raccolgono, al picco di accumulo, circa il 75% delle riserve nivali nazionali, il quadro risulta preoccupante.

Pericolo siccità

I dati sulla quantità di neve insufficiente caduta sulle Alpi sono connessi a un diretto allarme siccità. Il manto bianco, infatti, sciogliendosi alimenta i bacini idrici, ma la fase di accumulo è centrale nella dinamica. Perché il ciclo possa dirsi efficiente gli eventi estremi, con eccessi di fiocchi, non hanno valore. Le temperature dovrebbero, per altro, mantenersi costanti, così da impedire il rapido scioglimento del manto.

In questo inverno 2022-2023 i livelli di innevamento appaiono in linea con quelli dell’anno scorso e sembrano quindi anticipare l’arrivo di una stagione estiva disastrosa dal punto di vista idrico. Nei prossimi mesi, infatti, la domanda di acqua a uso agricolo si aggiungerà a quella, già altissima, per utilizzi civili e industriali e il quadro appare destinato a precipitare.

Agire

L’allarme relativo alla mancanza di neve sulle Alpi ha spinto Legambiente a chiedere al governo azioni immediate. L’associazione vede, infatti, come unica soluzione, la messa a punto di una strategia idrica nazionale. Essa dovrebbe includere interventi a breve, medio e lungo termine, in grado di favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici.

La situazione impone, poi, che la circolarità diventi parte integrante del piano. Rispondere all’emergenza significherebbe, quindi, implementare il riuso delle acque reflue, predisporre sistemi di raccolta dell’acqua piovana e limitare prelievi e sprechi. In agricoltura a essere privilegiate dovrebbero, inoltre, essere le colture meno esigenti dal punto di vista idrico e ogni comportamento virtuoso meriterebbe opportuni incentivi economici.

L’allarme relativo alla quantità di neve irrisoria caduta sulle Alpi non deve essere considerato fine a se stesso. La situazione ha un impatto tanto su coloro che basano il proprio sostentamento sugli ecosistemi montani, quanto su tutto il Paese. In Italia il consumo pro-capite di acqua potabile varia dai 150 ai 240 l al giorno. Il rischio è, dunque, che la corsa del riscaldamento globale renda l’emergenza continua.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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