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Alberi: clima e malattie mettono a rischio estinzione 1 specie su 6 negli Usa

Negli Stati Uniti sono moltissimi gli alberi autoctoni minacciati dall’estinzione per colpa di insetti invasivi, malattie e cambiamento climatico.

Negli Stati Uniti una specie di albero su sei è a rischio di estinzione. A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Plants People Planet. Si tratta del primo studio in assoluto che valuta lo stato di salute di tutti gli 881 alberi autoctoni degli Usa contigui (cioè i 48 Stati compresi tra Canada e Messico), un dettaglio che rende il lavoro ancora più importante. A minacciare buona parte del patrimonio arboreo americano sono i danni causati da insetti invasivi, malattie mortali e i cambiamenti climatici in atto.

Alberi estinzione Stati Uniti
Foto: Dan Meyers @Unsplash

Usa, una specie di albero su 6 a rischio

L’indagine sullo stato di salute degli alberi degli Stati Uniti è durata cinque anni. Periodo nel quale il team di ricercatori ha intervistato esperti e scandagliato riviste scientifiche e database accademici, scoprendo che molte foreste a stelle e strisce nel tempo sono lentamente cadute nel dimenticatoio. Un paio di dati lo dicono chiaramente: per due terzi delle specie non è mai stata fatta una valutazione sul rischio di estinzione; altre, non sono state esaminate per decenni nonostante i nuovi rischi che ne minacciano il numero.

Il risultato parla chiaro: una specie su sei degli alberi autoctoni americani è minacciata dall’estinzione. La lista comprende specie come la sequoia sempreverde (conosciuta come coast redwood), il castagno americano, il frassino nero e il pino dalla corteccia bianca. Addirittura, nel corso dei loro lavori di ricerca, gli scienziati hanno scoperto che una specie data per estinta è in realtà ancora viva, imbattendosi nell’unico esemplare esistente durante una spedizione su una catena montuosa del Texas.

È una particolare quercia (la Quercus tardifolia), specie che ora è considerata quella più in pericolo. Anche perché il tronco di questo esemplare è segnato da un incendio, i suoi rami sono deboli a causa di un’infezione fungina e il suo habitat è minacciato dal cambiamento climatico.

Le minacce: insetti, malattie e clima

Sono tre le minacce che stanno spingendo molti alberi degli Usa verso l’estinzione. La prima sono gli insetti invasivi. Il minatore smeraldino del frassino ha ad esempio causato la geopardizzazione di metà delle specie di frassini americani. Poi, ci sono le malattie, come la “malattia dell’alloro appassito” che sta prendendo di mira tutte e tre gli alberi autoctoni inclusi del genere Persea (di cui fa parte ad esempio l’avocado).

Infine, ad aggravare la situazione, c’è anche il cambiamento climatico. Gli alberi, stressati da condizioni meteorologiche estreme, diventano prede più facili per insetti e funghi. Non solo. I periodi di siccità prolungati privano le piante dell’acqua necessaria per produrre la resina, sostanza che usano per riparare le ferite sulla loro struttura e bloccare gli insetti invasori.

Gli scarsi sforzi per la conservazione

Nonostante questo quadro preoccupante, per gli alberi americani si sta facendo poco a livello di conservazione. Solo otto specie di alberi sono infatti riconosciute a livello federale come in via di estinzione o minacciate. Tra quelle già segnalate come a rischio, 17 specie non sono conservate in nessun giardino botanico o collezione scientifica, compresa la Quercus tardifolia. Dunque, se moriranno in natura, saranno perdute per sempre.

Ma gli scienziati osservano come anche a livello internazionale non si faccia di meglio. Murphy Westwood, vice presidente del Morton Arboretum dell’Illinois e uno degli autori principali dello studio, punta il dito contro la lista rossa dell’ Unione internazionale per la conservazione della natura, rea a suo dire di non riservare agli alberi la stessa tutela assicurata ai mammiferi. “La portata della crisi è davvero grande in questo momento – ha spiegato la ricercatrice al Washington Post –. Stiamo perdendo delle specie prima ancora che vengano descritte“.

La “plant blindness”

Probabilmente c’entra anche quella che in inglese viene definita “plant blindness”, ovvero cecità vegetale o cecità alle piante. Si tratta della tendenza dell’uomo a ignorare le piante che lo circondano. Basti pensare che fino a poco tempo fa non si sapeva nemmeno quanti alberi esistessero sul pianeta (sono 58.497). E ignorare le piante significa non riuscire a comprendere l’elevato valore che hanno per la nostra vita: forniscono l’ossigeno che respiriamo, nutrono gli animali e immagazzinano più Co2 di quella che riusciremmo a emettere in 10 anni. Insomma, dovremmo decisamente sforzarci di più per proteggerle.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food