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L’agricoltura rigenerativa produce alimenti più nutrienti, dice uno studio

Secondo una ricerca americana il metodo dell’agricoltura rigenerativa farebbe bene non solo al suolo ma anche alla qualità degli alimenti.

Tra i vantaggi dell’agricoltura rigenerativa ci sarebbe anche quello di produrre alimenti più nutrienti. Ne sono convinti i ricercatori dell’Università di Washington negli Stati Uniti. I risultati di uno studio preliminare che ha coinvolto 10 aziende agricole statunitensi mostrano come i prodotti agricoli provenienti da aziende che seguono pratiche rispettose del suolo per almeno 5 anni avevano un profilo nutrizionale migliore rispetto alle stesse colture prodotte nelle fattorie vicine che producono con metodo intensivo.

agricoltura rigenerativa
Foto: @PxFuel

Cos’è l’agricoltura rigenerativa e perché fa bene al suolo.

Col termine agricoltura rigenerativa si intende una serie di pratiche applicate in agricoltura che prestano particolare attenzione, per l’appunto, alla “rigenerazione” del suolo e delle sue proprietà nutrienti. In particolare nei terreni coltivati con agricoltura rigenerativa l’aratura del suolo è assente o ridotta al minimo, vengono utilizzate colture di copertura per ridare nutrienti al terreno e viene partica la rotazione delle colture per impedire il sovra consumo di risorse da parte di un solo tipo di produzione.

Le aziende che praticano agricoltura rigenerativa inoltre utilizzano quantità ridotte o abbandonano completamente concimi o fertilizzanti chimici e praticano il pascolo razionale. Queste tecniche hanno il vantaggio di preservare qualità e quantità dei microrganismi presenti nel suolo garantendo quel rapporto naturale tra terreno e piante che vi crescono.

Un confronto diretto.

Per la ricerca in questione le fattorie hanno prodotto raccolti di prova come piselli, sorgo, mais o soia con pratiche di agricoltura rigenerativa. Per confronto lo stesso raccolto è stato coltivato in una fattoria vicina utilizzando invece pratiche agricoltura intensiva convenzionale. L’obiettivo era ottenere un confronto il più diretto possibile analizzando gli alimenti provenienti da terreni della stessa località ed esposti alle stesse condizioni climatiche.

Perché l’agricoltura rigenerativa produce alimenti più nutrienti.

Come previsto, le aziende che praticavano agricoltura rigenerativa hanno fatto misurare suoli più sani ma, a sorprendere i ricercatori, è stata anche la qualità degli alimenti prodotti. Gli alimenti coltivati ​​con pratiche rigenerative contenevano, in media, più minerali come magnesio, calcio, potassio e zinco; più vitamine, tra cui B1, B12, C, E e K; e più sostanze fitochimiche: composti non tipicamente abbondanti nel cibo ma che hanno dimostrato di ridurre l’infiammazione e migliorare la salute. Le colture coltivate nelle fattorie rigenerative contenevano anche meno elementi dannosi come sodio, cadmio e nichel.

Rigenerativo e biologico.

In modo simile all’agricoltura rigenerativa, anche l’agricoltura biologica ha mostrato proprietà simili, portando in tavola alimenti di qualità migliore. I risultati di un precedente studio condotto sempre dall’Università di Washington mostrano come anche le colture biologiche hanno generalmente livelli più elevati di sostanze fitochimiche benefiche rispetto alle colture coltivate con metodi intensivi.

La chiave, spiegano i ricercatori, risiederebbe nella biologia del suolo e in particolare dei microrganismi che ne compongono l’invisibile ecosistema. Questi microrganismi aiutano la crescita delle colture aumentandone i composti benefici. Per questo motivo un’agricoltura responsabile in grado di conservare la qualità dei terreni produrrebbe alimenti di qualità migliore.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.