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Agricoltura: in Francia ok alla legge che tutela odori e suoni della campagna

Arriva dopo l’aumento dei litigi nel Paese tra residenti storici delle aree rurali e nuovi abitanti per motivi come il canto del gallo o la puzza di letame

Il canto del gallo e la forte puzza di letame nei campi ora sono tutelati dalla legge in Francia. Il Parlamento di Parigi ha approvato un provvedimento volto a proteggere il patrimonio sensoriale della campagna, ovvero l’insieme di tutti i suoni e odori, gradevoli e non, tipici di un territorio dove l’agricoltura è l’attività principale. Arriva per placare le tensioni che, negli ultimi anni, si sono moltiplicate nei paesini rurali tra i residenti storici radicati alle loro tradizioni e i nuovi abitanti o i turisti che mal tollerano alcuni aspetti della vita in campagna.

I conflitti più eclatanti

Le faide sono state numerose. In Dorgogna una coppia è stata ad esempio obbligata dal tribunale a svuotare il proprio stagno perché i vicini di casa si lamentavano del gracchiare della rane che ci nuotavano. In Alsazia, invece, i proprietari di un cavallo hanno dovuto provvedere a tenerlo alla larga – non meno di 15 metri – dalla proprietà dei vicini, nauseati dalla puzza dei suoi bisogni e infastiditi dalle mosche che attiravano.

A le Beausset, i turisti hanno protestato per il canto delle cicale nella zona, lamentele alle quali il sindaco della cittadina ha risposto l’anno scorso erigendo una statua in omaggio all’insetto. Infine, il caso più triste, quello del gallo Marcel, ucciso da un vicino furibondo per il suo insistente canto. L’uomo è stato condannato a cinque mesi di reclusione, pena sospesa, dopo che più di 100mila persone avevano firmato una petizione per chiedere giustizia.

Insomma, la convivenza tra autoctoni e novellini della campagna non stava andando bene. La pandemia e i lockdown hanno fatto aumentare le dispute, visto che molte persone sono scappate dalle città per avere più libertà. Una percentuale di questi fuggitivi, tuttavia, ha ancora un’idea da cartolina della aree rurali.

Cosa introduce la legge

La realtà è un’altra cosa e meno silenziosa del previsto. Ora sarà tutelata dalla legge. Questo non significa, però, che chi vive da sempre nei paesini potrà fare ciò che vuole. Il provvedimento, oltre a definire l’insieme di “suoni e odori” degli spazi naturali una parte integrante del patrimonio condiviso dei francesi, invita i sindaci dei comuni immersi nelle campagne a creare inventari del “patrimonio sensoriale” della loro area. In questo modo, chi desidera prendere casa lì, saprà cosa aspettarsi.

Gli stessi amministratori locali avranno inoltre più autorità nell’appianare le dispute tra residenti prima che finiscano in tribunale, mentre i giudici avranno basi legali più solide per risolvere quelle che dovranno affrontare in futuro in aula.

Il caso del gallo Maurice

Non sempre il team campagna ha perso in tribunale. A Saint-Pierre-d’Oléron, una cittadina su un’isola poco lontano dalla costa occidentale, la proprietaria di un gallo era stata citata in giudizio. Il motivo? Maurice, questo il nome dell’animale, cantava troppo forte. Anche in questo caso politici e migliaia di persone si sono mobilitate in difesa del pennuto e nel 2019 ha vinto la causa. “La città ha i suoi rumori, la campagna pure”, ha detto in un’intervista tv la sua padrona dopo l’approvazione della legge.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food