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Acqua nel deserto, da Berkely la soluzione alla mancanza d’acqua

L’ultimo prototipo di collettore di umidità ha prodotto acqua nel deserto. La mancanza d’acqua potrebbe essere un lontano ricordo grazie all’Università di Berkely.

L’Università di Berkely in California ha prodotto acqua nel deserto dell’Arizona grazie al loro ultimo prototipo di collettore di umidità.  La mancanza d’acqua potrebbe diventare solo un ricordo per molte regioni aride del mondo, il prototipo infatti funziona semplicemente grazie al ciclo notte-giorno senza necessità di fornire energia. La tecnologia è relativamente poco costosa e potrebbe fare la differenza per quelle aree del pianeta che soffrono di carenza idrica

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Acqua nel deserto oggi possibile

L’idea di fondo è semplice: anche nelle regioni più aride la nostra atmosfera è ricca d’acqua. Riuscire a raccoglierla per renderla bevibile vorrebbe dire cambiare le carte in tavola per quelle zone della Terra afflitte da mancanza d’acqua. Un team di ricercatori californiani si è spinto lo scorso ottobre fin nel cuore del deserto dell’Arizona proprio per riuscire nell’impresa.

Grazie ad un collettore di umidità di ultima generazione i ricercatori sono stati in grado di raccogliere acqua potabile dall’aria senza l’utilizzo di alcuna fonte di energia esterna. Il collettore infatti è stato in grado di funzionare semplicemente grazie al ciclo giorno/notte, in un clima estremamente secco e potenzialmente ad un costo irrisorio rispetto a soluzioni simili.

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I MOF la soluzione per la mancanza d’acqua?

A rendere possibile l’estrazione di acqua nel deserto è un nuovo materiale speciale chiamato MOF-801 composto in prevalenza dal costosissimo zirconio, e in grado di assorbire l’acqua dall’aria. Il materiale è in grado di raccogliere 200ml d’acqua per kilo di materiale. Tuttavia, come riportato da Berkely, una nuova generazione di materiali chiamata MOF-303 e a base di economico alluminio sarebbe 150 volte meno costosa e in grado di assorbire il doppio dell’acqua, fino a 400ml per chilogrammo di materiale.

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I MOF (dall’inglese Metallic-Organic Framework) sono strutture metalliche che richiamano strutture organiche. Si tratta di materiali porosi che, grazie alla presenza di buchi e canali nella struttura, aumentano esponenzialmente la superficie interna, rendendoli perfetti per assorbire gas e liquidi in modo simile a quello di una spugna.

Vi abbiamo già accennato di una tecnologia simile disponibile per le abitazioni. I ricercatori di Berkeley sono pronti a compiere il passo successivo e rendere l’intero concetto di estrarre acqua dall’aria senza consumo di energia e a costi contenuti al prossimo livello. I prossimi test verranno condotti questa estate nella Valle della Morte in California dove le temperature raggiungono i 50 gradi durante il giorno e l’umidità notturna è poco più del 25%. Questo permetterà di testare la nuova tecnologia in condizioni estreme.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.