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Il pannello solare che produce acqua dall’aria

Un pannello solare che potrebbe alleviare i problemi di zone con carenza d’acqua. Funziona senza consumare energia grazie all’azione solare e produce acqua potabile. Ecco come funziona.

Se si vuol dare ascolto alla Legge di Lavoisier, in natura «nulla si crea e nulla si distrugge». Ad osservare il funzionamento del pannello solare della startup americana Zero Mass Water l’affermazione viene messa a dura prova perché pare proprio di assistere alla «miracolosa» creazione di acqua dal nulla. In realtà Lavoisier è salvo anche in questa occasione: l’acqua è semplicemente presente nell’atmosfera sotto forma di umidità. Il grande pregio di questi pannelli è quello di riuscire a raccogliere l’umidità ambientale e trasformarla in acqua potabile semplicemente grazie all’azione del sole.

Il pannello solare che produce acqua dall aria

Molto di più di un deumidificatore

Se vivete in una casa molto umida forse avrete necessità di un deumidificatore. Il concetto è simile, estrarre l’umidità dall’aria ottenendo acqua come prodotto. Il «problema» di un deumidificatore è che consuma fino a 800w e non produce acqua potabile: non certo l’ideale se il vostro obiettivo è da un lato risparmiare energia e dall’altro dissetarvi. Quello che promette l’azienda americana lanciata da Cody Friesen, professore di scienza dei materiali presso l’Università dell’Arizona, è uno strumento a zero emissioni in grado di produrre acqua potabile anche nelle zone più desertiche del pianeta.

Pannello solare Zero Mass

La speranza è quella di vedere pannelli di questo tipo in regioni dove l’accesso all’acqua è difficile o impossibile. Al momento i pannelli sono già stati installati in otto diversi paesi del mondo dove, anche in condizioni di bassa umidità, sono in grado di produrre quantità d’acqua simile a quelli installati in luoghi più umidi.

Merito dei nano materiali

Come funziona? È merito di particolari nano materiali brevettati da Zero Mass. Una ventola spinge l’aria all’interno dei pannelli dove gli speciali materiali sono in grado di assorbirla «In un processo simile a quello che avviene quanto l’umidità viene assorbita dallo zucchero o dal riso» spiega Friesen. A questo punto l’azione del sole aiuta a separare l’acqua che, condensata, viene raccolta in una riserva posta alla base del pannello dove, ancora, blocchi di calcio e magnesio aggiungono la componente minerale necessaria per renderla potabile.

Nanomateriali

Un singolo pannello, lavorando in condizioni ottimali, è in grado di produrre fino a 5 litri d’acqua al giorno indipendentemente dall’umidità dell’aria. Friesen spiega infatti che, siccome la tecnologia lavora grazie al sole, la razione solare è più forte in luoghi secchi dove ci sono meno molecole d’acqua nell’atmosfera e, al contrario, il vapore acqueo è più presente in luoghi umidi dove la radiazione solare è meno intensa. In questo modo le due componenti si bilanciano producendo risultati simili. Ovviamente la situazione è più problematica in caso di cielo nuvoloso.

Tecnologia agli inizi

L’acqua ottenuta in questo modo non è, per il momento, propriamente economica. Una installazione tipica per una utenza domestica costa circa 4.000 euro. Per chi compra acqua in bottiglia il recupero dell’investimento avverrebbe nel giro di circa 5 anni mentre, secondo le stime dei produttori, l’utilizzo di un singolo pannello per l’intera durata della sua vita vorrebbe dire eliminare la necessità di circa 70.000 bottiglie di plastica.

Siccità

Se la componente ecologica è intrigante, quello che più colpisce è tuttavia la concreta capacità di ottenere acqua anche in luoghi remoti dove la popolazione non ha accesso a fonti potabili. Sebbene cinque litri d’acqua al giorno siano insufficienti generalmente a soddisfare le esigenze di una famiglia intera, l’obiettivo è quello di garantire almeno una minima fonte d’acqua potabile, qualcosa che è, ad oggi, un miraggio per circa il 10% della popolazione mondiale. Considerando che la produzione dei pannelli è iniziata nel 2016, le prospettive per il futuro sono certamente interessanti.

Fonti: Zero Mass Water

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.