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5 progetti di coltivazioni spaziali che potrebbero salvare l’umanità

I progetti per future coltivazioni spaziali si moltiplicano, nella speranza di salvare l’umanità se qualcosa dovesse andare tremendamente storto. Ve ne raccontiamo 5 che potranno portarci lontano.

Coltivazioni spaziali, progetti che suonano come fantascienza ma che potrebbero un giorno salvare l’umanità, o almeno permetterle di arrivare più lontano di quanto ora possiamo immaginare. Sono molte le idee che gli scienziati stanno esplorando per poter raggiungere questo incredibile risultato, sfidando la natura stessa delle piante, mettendole in ambienti senza gravità o su suoli come quello di Marte per vedere come queste reagiscono e si evolvono. Ecco 5 progetti che forse segneranno i primi passi verso un’agricoltura letteralmente extra-terrestre, assieme a una coltivazione più efficiente e efficace qua sulla terra.

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1. Le patate su Marte

Vi avevamo già raccontato della possibilità di coltivare patate su Marte in un altro articolo, facendo riferimento alle disavventure di Matt Demon nel film The Martian, ma ormai non si tratta solo di una trovata Hollywoodiana. Gli scienziati sono riusciti a mettere a punto le prime coltivazioni spaziali all’interno di un piccolo satellite, detto CubeSat, dove è stata fatta germinare una pianta di patate in condizioni molto simili al suolo marziano. I risultati permetteranno di mettere a punto tecniche adatte anche ai luoghi più impervi della nostra Terra. Ancora più importante gli scienziati hanno scoperto che tuberi cresciuti sul suolo marziano sarebbero commestibili, un risultato per niente scontato viste le sostanze per noi tossiche di cui il pianeta rosso è così ricco.

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2. Serre autonome per il futuro

Un altro esperimento che vede coinvolto il suolo marziano prevede il lancio di serre autonome che possano anticipare l’arrivo di un eventuale missione esplorativa sul pianeta rosso. Dei 58 esperimenti proposti sono già stati selezionati 7 vincitori che potrebbero atterrare sul nostro vicino di sistema solare già tra qualche anno. L’idea è simile a quelle che vi abbiamo già raccontato in un articolo precedente, con serre in grado di generare energia elettrica e purificare l’acqua in modo da non sprecarne una sola goccia.

3. Lattuga nello spazio

La domanda che gli scienziati si facevano solo qualche anno fa era se fosse possibile per una pianta anche solo germinare in assenza di gravità. Oggi sappiamo che possono crescere rigogliose e forti, ed essere consumate senza problemi dagli umani: tra le coltivazioni spaziali la lattuga, di cui vi avevamo anticipato la storia in un articolo precedente, è sicuramente la più studiate, e gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale hanno già mangiato insalate con foglie cresciute direttamente nello spazio.

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4. Il futuro dell’esplorazione spaziale è vegano

Esiste un gruppo di scienziati alla NASA che sta lavorando su un progetto chiamato Advanced Food Technology, con l’obiettivo di mettere a punto le ricette che i primi esploratori di Marte e altri pianeti potranno gustare. La particolarità? La maggior parte sono vegane, in modo da adattarsi al sistema più efficiente per produrre calorie, cioè la coltivazione. Se a questo si aggiunge il fatto che è molto più facile conservare prodotti vegetali che animali, risulta chiaro che gli esploratori spaziali del futuro saranno quasi certamente vegani.

5. Impossibile fidarsi solo di cibo in busta

Arriviamo al punto cruciale che sta emergendo da tutti questi progetti: le coltivazioni spaziali saranno una necessità per il futuro del pianeta e dell’esplorazione spaziale. Affidarsi a scorte per missioni di lunga durata è praticamente impossibile, e farebbe lievitare i costi in maniera esorbitante: portare in orbita 1kg nella migliore delle ipotesi costa attorno ai 22.000 dollari, una cifra esorbitante. La soglia da superare è semplice però, finché il peso delle sementi più l’attrezzatura per accoglierle e crescerle sarà più alto del cibo in busta sarà più conveniente usare il secondo.

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.