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Zucche sonore: 3 strumenti musicali costruiti con il frutto

Sin dall’inizio della storia della musica, le zucche vennero impiegate per la realizzazione di strumenti, da qui il nome di zucche sonore.

Hai mai sentito parlare delle zucche sonore? Sono zucche essiccate, generalmente decorative, che vengono lavorate e adattate per essere utilizzate come strumenti musicali alternativi. Le maracas primitive altro non erano che zucche riempite di sassolini. Lo strumento della musica indiana più conosciuto in Occidente, il sitar, è costituito da una zucca tagliata a metà e gli stessi incantatori di serpenti suonavano soffiando dentro piccole zucche.

Più diffuse in Africa e nei paesi orientali, le zucche sonore affascinano ora anche il Vecchio Continente, dove emergono copiosi laboratori artigianali e sperimentazioni che riportano in auge la musica primitiva tradizionale e non solo.

zucche sonore zucche da suonare
Foto: Marius Oprea @Unsplash

Cosa sono le zucche sonore

Potrebbe sembrarci bizzarro, ma le zucche sono state impiegate per la produzione di strumenti musicali sin dall’inizio della storia della musica. In particolare, le lagenarie hanno una struttura esterna che, se seccata e lavorata, si presta benissimo a essere trasformata in una cassa di risonanza per strumenti a corda e pizzicati, ma anche per strumenti a fiato e percussione. Da qui il nome di zucche sonore o zucche da suonare.

L’Africa detiene certamente il primato per strumenti musicali costruiti con le zucche, ma anche l’Oriente e l’America Latina hanno una loro tradizione legata alle zucche sonore.

Hulusi o Cucurbit Flute, il flauto cinese

Lo hulusi è uno strumento originario della Cina. È composto da tre canne di bambù inserite in una zucca, che funziona come somiere (la struttura che mantiene l’aria nelle canne). È costruito secondo lo stesso principio strutturale dello hulusheng, un’armonica a bocca creata con zucca e bambù e diffusa in tutto l’est asiatico.

Lo hulusi si suona un po’ in tutta la Cina e, in alcune variazioni, ricorda il suono di un clarinetto o di un oboe.

zucche sonore flauto cinese
FOTO: F. Schmidtke @Wikipedia

Zucche sonore e musica: il Tamburo ad acqua

Il tamburo d’acqua è uno strumento originario dell’Africa e diffuso soprattutto nella zona occidentale del continente. In antichità era strumento di proprietà e utilizzato esclusivamente dalle donne in occasione di cerimonie e rituali. Oggi sono pochi i villaggi che hanno mantenuto questa tradizione e più spesso, ormai, il tamburo ad acqua viene suonato da entrambe i sessi.

Sono costituiti da due zucche svuotate di diverse dimensioni: una viene riempita d’acqua e l’altra viene posta all’interno della prima e percossa. A seconda della quantità di acqua contenuta nella zucca recipiente e della dimensione della zucca galleggiante, si producono diverse note. Il suono prodotto da questa zucca sonora assomiglia al battito del cuore.

zucche sonore tamburo ad acqua
FOTO: Smalltown Boy @Wikipedia

Il Berimbau brasiliano e la capoeira

Il berimbao, o birimbao, è uno strumento musicale a corda che ha come cassa di risonanza una piccola zucca. Utilizzato nella capoeira, insieme anche allo caxixi, oggi il berimbao è parte della tradizione musicale latino-americana. Lo strumento è in realtà di origine africana, ma si è diffuso prevalentemente in Brasile a seguito delle importazioni degli schiavi africani in epoca colonialista.

Allontanando e avvicinando la zucca dal corpo, il suonatore può amplificare o attutire il suono. In base al suono, poi, si classificano tre tipi diversi di berimbao. La gunga, generalmente il più grande dei tre, è considerata uno strumento sacro e può essere suonata solo da un musicista importante o da chi riceva il permesso del maestro. E mentre il berimbao è sorretto dalla mano sinistra, la destra tiene la bacchetta di legno e il caxixi, altro strumento costruito con le zucche e che accompagna il suono della capoeira.

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FOTO: Freddythahat @Wikipedia

Zucche da suonare: il caxixi

È un piccolo cestino di vimini intrecciato, ancorato a una base generalmente costituita da una zucca essiccata. All’interno vi sono semi o conchiglie che col movimento generano il suono.

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Giornalista pubblicista, in continua formazione per attitudine, mi piace scrivere di tematiche ambientali, sostenibilità e innovazione. Attenta al presente, curiosa per il futuro, sono un’ottimista, convinta che l’unica cosa che ci renda migliori sia la volontà di migliorarsi.