AmbienteAttualitàLifestyle

Zara combatte le emissioni: ecco i vestiti fatti con le emissioni di CO2

Zara si sta impegnando concretamente per combattere l’inquinamento e l’accordo con LanzaTech per ottenere vestiti dalle emissioni di CO2 lo dimostra.

L’industria della moda ha un impatto sull’ambiente purtroppo non trascurabile, ma Zara, con i suoi nuovi vestiti fatti con le emissioni di CO2, sembra determinato a intervenire. Grazie a LanzaTech. Il marchio si sta servendo di una tecnologia all’avanguardia e le aspettative sono alte. I progetti in fase di lancio sono molti, ma la strada da percorrere appare ancora lunga.

Zara bestiti emissioni

Vestiti fatti con le emissioni

Zara ha di recente iniziato a vendere nel suo store online vestiti da sera neri ottenuti dalle emissioni di CO2. A rendere possibile la realizzazione di questi indumenti è stata la firma di un accordo tra Inditex, proprietaria del marchio, e LanzaTech, un’azienda specializzata nel riciclo delle emissioni. La tecnologia su cui si basa il processo viene chiamata Carbon Smart. La CO2 prodotta da un’acciaieria cinese viene catturata e, grazie a dei batteri, viene trasformata in etanolo, denominato Lanzanol, tramite fermentazione. Con l’intervento di altri partner, fra cui India Glycols Limited, viene poi trasformata in glicole monoetilenico e successivamente in poliestere. Il materiale ottenuto risulta riciclabile, in una perfetta circolarità.

Passi avanti decisivi

I nuovi vestiti di Zara ottenuti dalle emissioni di CO2 non possono che far ben sperare. Jennifer Holmgren, CEO di LanzaTech, ha definito il progetto una “pietra miliare” per l’industria del sequestro del carbonio e del suo utilizzo. Zara non è, per altro, l’unico marchio interessatosi alla tecnologia Carbon Smart, per cui sono già state siglate varie partnership. Lululemon, azienda canadese specializzata in articoli sportivi, sta utilizzando il poliestere ottenuto dalle emissioni per dei pantaloni da yoga. On lo sta invece usando per la schiuma delle scarpe da corsa e altre realtà stanno valutando il suo impiego per la sostituzione della plastica monouso. Unilever e l’Oreal potrebbero, inoltre, introdurlo nelle loro linee nell’immediato futuro.

Vestiti, emissioni e futuro

I vestiti ottenuti dalle emissioni targati Zara si inseriscono in un quadro preciso: la moda deve mitigare il proprio impatto ambientale. Questo settore è, infatti, responsabile del 10% delle emissioni di CO2 globali, un valore che supera traffico aereo e navale. Ogni persona scarta in media 11 kg di vestiti all’anno e solo l’1% viene riciclato. Zara produce circa 800 milioni di capi ogni anno, molti in poliestere, che contribuiscono in modo decisivo all’inquinamento da microplastiche. L’azienda sta ora organizzando raccolte di indumenti usati e mira a raggiungere le zero emissioni entro il 2040. I nuovi vestiti fanno ben sperare, ma al momento solo il 20% del poliestere è riciclabile.

I nuovi vestiti prodotti utilizzando le emissioni di CO2 potrebbero cambiare il futuro del pianeta. Passi avanti simili sono necessari e, per quanto la linea risulti in edizione limitata, la direzione imboccata appare quella giusta. La scelta di essere sostenibili anche nel modo di vestire è, ormai, alla portata di tutti. Impiegare il proprio tempo per coniugare estetica e rispetto per l’ambiente è, dunque, un dovere.

blank
Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.