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Zaini in sughero: l’idea per dire no alla pelle degli animali esotici

Una coppia di designer francese ha scelto la corteccia di quercia per creare le sue borse vegane. Obbiettivo: evitare le crudeltà su coccodrilli e serpenti

Sughero al posto della pelle di coccodrillo e di serpente. È l’idea che ha avuto una coppia di designer francesi per la produzione dei suoi zainetti. Ary e Jonathan Ohayon, fratelli fondatori di Arsayo, per la loro linea di borse 100 percento vegane, la Exotic Cork Skin, hanno usato proprio un innovativo cuoio plasmato con la corteccia di quercia.

Zaini sughero Arsayo

L’idea dei due designer

Con questa scelta i due è vogliono dare un segnale al mondo della moda, in particolare al settore della pelletteria. È noto infatti che quest’ultimo, oltre alle pelli di animali più comuni come i bovini, faccia uso anche di specie esotiche. E coccodrilli e serpenti da tempo sono sfruttati per la creazione di prodotti molto pregiati e apprezzati.

La coppia francese ora vuole spingere il comparto a cercare materiali più sostenibili. E il sughero ottenuto dalle querce, grazie ai loro zaini, si candida a diventare una valida alternativa per il futuro. La linea di Arsayo propone due modelli, ribattezzati scherzosamente “Cork-odile” e “Snake Skin Cork” (cork in inglese significa sughero ndr) per mettere in evidenza la somiglianza, almeno alla vista, con il cuoio più nobile derivante dalle pelli di serpenti e coccodrilli. Sono disponibili in varie taglie, ma solo su pre-ordine. Una politica adottata per contenere i prezzi finali evitando i rincari solitamente applicati dai negozi fisici intermediari.

Le caratteristiche dello zaino vegano

Un prezzo abbastanza basso (circa 210 euro) per uno zaino in pelle a tutti gli effetti con imbottiture interne in cotone. Di fatto, però, si acquista un articolo in materiale completamente vegetale e rinnovabile. La produzione non prevede crudeltà sugli animali, è rispettosa dell’ambiente e della biodiversità. Inoltre, la filiera è molto corta, dato che il sughero viene raccolto e modellato in Portogallo, senza danneggiare gli alberi che continuano ad assorbire anidride carbonica e a rigenerare il loro tessuto esterno. Il marchio assicura che gli zaini sono resistenti, leggeri e impermeabili.

I motivi dell’iniziativa

A spingere Arsayo in questa direzione, la crescente sensibilità dei consumatori sui temi del rispetto degli animali. Una causa che, secondo un sondaggio del 2019 riportato dal brand sul proprio sito, ritiene importante l’89 percento dei cittadini francesi. Un’inchiesta condotta dall’associazione animalista svizzera PSA ha stimato che nel 2013 1,3 milioni di coccodrilli e caimani sono stati vittime di commercio per la loro pelle. “La nostra nuova, esclusiva alternativa – ha dichiarato Jonathan Ohayon – è un tributo alla bellezza di animali esotici spettacolari nel rispetto della vita e del nostro ambiente. Vogliamo offrire un esempio all’industria fashion e mostrare che gli animali non dovrebbero essere fatti soffrire per la moda”.

Un movimento per la moda etica

I fratelli Ohayon si battono sul tema dello sfruttamento degli animali anche attraverso il F.A.K.E. Movement, una piattaforma globale per la promozione della moda etica e vegana che hanno fondato con l’obiettivo di fornire alternative sostenibili alle pelli di quegli stessi animali difesi dalla loro linea. In questa direzione va anche la decisione del gruppo Prada che ha da poco annunciato lo stop all’uso della pelle di canguro da parte dei suoi marchi.

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