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Wimbledon ha detto no alla plastica

Wimbledon ha detto no alla plastica

Il torneo di Wimbledon si schiera contro la plastica con diverse soluzioni capaci di ridurre i rifiuti e lo spreco. Una risoluzione che oltre al All England Lawn Tennis Club (AELTC), storica sede della manifestazione, ha coinvolto anche molti tennisti che si sono mobilitati in favore dell’ambiente.

Il grande tennis a Wimbledon contro la plastica

Nel mondo del tennis non c’è nulla di più iconico di Wimbledon che quest’anno ha detto di no alla plastica. Una presa di posizione in favore della sostenibilità che ha permesso di ridurre di molto i rifiuti di una manifestazione che ha tutte le carte in regola per diventare un esempio da seguire. Il primo imputato sono le coperture delle racchette in plastica bandite quest’anno dall’AELTC. Nelle passate edizioni era normale vedere i giocatori estrarre le proprie racchette da sacchetti di plastica poi subito scartati. Una rinuncia semplice che tuttavia eviterà di sprecare ben 4.500 sacchetti. Ma non è tutto.

La lotta di Wimbledon alla plastica è stata supportata anche dall’acqua Evian, uno degli sponsor del torneo, che nell’edizione di quest’anno ha provveduto a presentare la sua prima bottiglia di plastica completamente riciclata e riciclabile. Il club inoltre ha scelto anche le confezioni per frutta e gelati fatte per il 70% di plastica riciclata. Mentre già dall’anno scorso erano state vietate le cannucce in plastica monouso. Le risoluzioni di Wimbledon contro la plastica non si fermano solo al club, infatti anche diversi i partecipanti hanno provveduto a fare la loro parte, specialmente sul fronte abbigliamento. DIversi i nomi che hanno optato per un outfit sostenibile. Tra questi: Angelique Kerber, Caroline Wozniacki, Garbiñe Muguruza, Alexander Zverev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas con il loro completo Adidas firmato da Stella McCartney prodotti con la plastica recuperata dal mare.

La sostenibilità sta diventando un requisito necessario per i grandi eventi e Wimbledon, con il suo no alla plastica, potrebbe essere l’esempio capace di trascinare anche manifestazioni e club minori nella giusta direzione.


Fabrizio Inverardi
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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.
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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.
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