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Whiskey di quinoa, la nuova moda dei liquori artigianali

Il whiskey è notoriamente fatto con cereali distillati ma un buco legislativo permette a sempre più distillerie di sperimentare il whiskey di quinoa.

Il whiskey di quinoa potrebbe essere la vera novità dei prossimi anni per il mondo dei super alcolici. Il whiskey è, per definizione, ottenuto dalla distillazione di cereali. Ad oggi i «cereali» riconosciuti come tali sono orzo, grano, mais e segale. Eppure l’ascesa a livello internazionale di diversi pseudocereali come amaranto, grano saraceno e soprattutto quinoa, stanno portando diverse distillerie a sperimentare, spingendo al limite la definizione di «whiskey».

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cosa Whiskey di quinoa

Che cosa è il whiskey di quinoa?

La voglia di sperimentare per offrire nuovi sapori alle nuove più esigenti generazioni a caccia di novità in cucina, sta spingendo diverse distillerie a sperimentare con composizioni sempre più azzardate. Già diverse distillerie americane hanno proposto un whiskey realizzato con parte d’orzo e parte di quinoa. Il sapore a quanto pare è decisamente curioso, diverso dal whisky tradizionale e con una distinta punta di «frutta a guscio» non presente nei prodotti fin’ora considerati tradizionali. Eppure, tecnicamente, il prodotto non può (o non poteva) definirsi «whiskey».

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Whiskey di quinoa trend

È solo una questione di definizione: secondo l’Alcohol and Tobaco Tax and Trade Bureau (TTB), l’ente americano preposto, la definizione di «cereali» comprende solo i soliti noti. Eppure un cambio di definizione potrebbe portare a considerare «cereali» adatti alla fermentazione per la produzione di whiskey anche diversi pseudocereali sempre più diffusi sul mercato internazionale. Il processo di revisione è cominciato lo scorso Novembre e potrebbe cambiare profondamente cosa viene considerato come «cereale» per i disciplinari di produzione delle distillerie.

Whiskey di quinoa, il trend per i prossimi anni?

Una definizione più ambia potrebbe dare definitivamente alle distillerie il via libera per sperimentare nuove varietà di distillati mantenendo un nome conosciuto senza incorrere in sanzioni. Il percorso con gli pseudocereali fino ad ora è stato abbastanza accidentato negli Stati Uniti dove il nome di prodotti contenenti quinoa è variato da «rum» a «distillato neutrale». Da dicembre 2018 tuttavia la proposta di revisione del TTB ha incluso anche la quinoa tra i prodotti distillabili sotto il nome di «whiskey» e quindi, per il momento e fino alla decisione definitiva, saranno commercializzabili sotto questo nome.

Whiskey di quinoa trend

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Non sorprende come proprio sulla quinoa si stiano concentrando le attenzioni delle distillerie. Dopo l’ingresso prepotente della cannabis, la ricerca di novità spinge a cercare nuove combinazioni per offrire qualcosa di unico sul mercato. L’ultima parola sulla revisione e la definitiva inclusione della quinoa tra i cereali idonei per il whiskey dovrebbe arrivare il prossimo Marzo.

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