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Volare grazie a olio vegetale e grasso animale, i carburanti del futuro

Volare grazie a olio vegetale e grasso animale, i carburanti del futuro

Aerei elettrici ancora un miraggio. Presto in Europa si potrebbe volare con diesel rinnovabile prodotto da olii e grassi nel tentativo di ridurre le emissioni e la dipendenza dal kerosene.

Presto gli aerei di mezza Europa potranno volare grazie a fonti completamente rinnovabili, migliorando l’efficienza energetica dei motori e riducendo le emissioni. Una prima martellata alla dipendenza da kerosene arriverà all’aeroporto di Ginevra il prossimo anno grazie all’azienda finlandese Neste che ha ideato un nuovo tipo di diesel in grado di cambiare la mobilità dei cieli.

Carburante dagli scarti

Scarti dell’industria di maiale, manzo e pollame, olio di pesce e olio vegetale e ancora, scarti dei ristoranti e i famigerati «fatberg», gli agglomerati di grasso e liquami che intasano le fogne: sono queste le fonti del diesel rinnovabile che già sta funzionando come combustibile per aerei. Lavorati e raffinati questi improbabili prodotti di partenza produrrebbero infatti carburanti estremamente efficienti. Compagnie e aeroporti europei stanno già sperimentando il carburante così ottenuto mischiandolo in diverse percentuali col kerosene.

L’aeroporto di Ginevra punterà a un utilizzo di diesel «rinnovabile» di almeno l’1% entro il 2018 mentre compagnie come Lufthansa hanno già testato una miscela al 50% su almeno 1000 voli negli ultimi 5 anni. Almeno altri dieci aeroporti europei sono interessati tra cui anche Schiphol e Heathrow. Secondo quanto affermato da Matti Lievonen, boss dell’azienda che ha ideato il combustibile: «Le prospettive di crescita sono reali».

Bio e Rinnovabile sono cose diverse

Il «biodiesel» esiste più o meno da quando Rudolf Diesel inventò il motore che a lui deve il nome nella lontana fiera mondiale di Parigi nel 1900. Il diesel «rinnovabile» differisce tuttavia dal «bio» in modo fondamentale: il biodiesel infatti può essere miscelato solo in certe quantità prima che l’intera infrastruttura del motore debba essere modificata, il nuovo diesel «rinnovabile» invece può funzionare direttamente coi motori già esistenti consentendo così di lavorare senza costi aggiuntivi.

E farlo in modo più efficiente e pulito. A quanto pare infatti, l’utilizzo della nuova miscela non solo migliorerebbe le prestazioni dei motori jet, ma comporterebbe riduzioni delle emissioni di CO2 di oltre il 40% rispetto al kerosene. Secondo i dati di Neste, la lavorazione del carburante produce meno inquinanti delle produzione di carburanti fossili ottenendo un diesel rinnovabile che, nella forma pura, produce meno particolato, meno ossidi di azoto e meno anidride carbonica.

Rischio deforestazione

Se il futuro dei cieli pare più roseo, meno potrebbe esserlo quello sulla terra. Sull’utilizzo delle fonti rinnovabili per la produzione di carburante diesel infatti resta alta la preoccupazione del mondo ambientalista. Il rischio è che una domanda crescente di diesel «rinnovabile» per soddisfare le esigenze di un mercato in espansione possa portare a un aumento della deforestazione. Semplificando: è difficile credere che l’industria alimentare alleverà più animali per soddisfare la domanda di grasso da bruciare sugli aerei. L’alternativa degli oli vegetali tuttavia porterebbe alla necessità di fare spazio a nuove piantagioni per l’estrazione di olio di palma: una delle fonti possibili per la produzione di diesel.

Speculazioni a parte, i dati alla mano attestano che l’aviazione civile è ad una delle principali fonti di emissioni di gas serra con un aumento dell’8% nel 2016: quasi quattro volte quanto previsto dall’ICAO, l’International Civil Aviation Organization. Se il sogno di voli di linea completamente elettrici è ancora molto lontano e difficilmente vedremo aerei a batteria prima della metà del secolo, un’alternativa rinnovabile e relativamente pulita potrebbe colmare il divario in attesa di raggiungere un futuro di voli a emissioni zero.

fonti: theguardian - independent - neste - icao


denis venturi
Denis Venturi
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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.
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