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Vivere in un ambiente pulito: l’ONU lo riconosce come diritto

Vivere in un ambiente pulito è un diritto di ciascun individuo e, grazie alle Nazioni Unite, ora mettere in dubbio tale assunto non sarà più possibile.

A Ginevra la possibilità di vivere in un ambiente pulito è stata riconosciuta come diritto umano. Le polemiche non sono mancate ma, fortunatamente, l’entusiasmo appare la reazione dominante. Molti si augurano, poi, che si tratti di un passo decisivo nella lotta al cambiamento climatico e la speranza è che al provvedimento seguano azioni concrete.

vivere in un ambiente pulito

Il diritto a vivere in un ambiente pulito:

Il Human Rights Council ha sancito, all’inizio di ottobre, che vivere in un ambiente pulito, sano e sostenibile è un diritto umano. La mozione, proposta da Costa Rica, Maldive, Marocco, Slovenia e Svizzera è stata approvata con 43 voti favorevoli a 0. Giappone, Russia, Cina e India si sono astenute e USA e UK hanno espresso opinioni non troppo favorevoli al provvedimento. Il Consiglio ha poi stabilito la nomina di un Relatore Speciale sul complicato rapporto tra impatto del cambiamento climatico e diritti umani. Si tratta di una figura indipendente incaricata di vigilare e consigliare sui diritti umani, secondo una specifica prospettiva, tematica o nazionale.

Riconoscere il diritto:

Il fatto che vivere in un ambiente pulito sia stato riconosciuto come diritto rappresenta un passo decisivo. È infatti indice della considerazione che la comunità internazionale riserva a un pericolo globale particolarmente significativo per i più vulnerabili. Yolande Wright da Save The Children ha dichiarato che il provvedimento potrebbe cambiare le vite di un miliardo di bambini. Questi ultimi invocano da tempo azioni concrete dai leader e oggi le richieste sono finalmente state accolte. Le Nazioni Unite sembrano, dunque aver riconosciuto la tripla minaccia di cambiamento climatico, perdita di biodiversità e inquinamento come la sfida del nostro tempo. Tale passo segna un punto di svolta nel campo della giustizia ambientale.

Vivere in un ambiente pulito in futuro:

Il diritto a vivere in un ambiente pulito è stato riconosciuto, ma ciò non è sufficiente. 13.7 milioni di decessi all’anno, il 24% di quelli totali, sono connessi all’ambiente. Cambiare la situazione non sarà quindi semplice e il fatto che il provvedimento delle Nazioni Unite non abbia valore vincolante complica ulteriormente il percorso. Michelle Bachelet, Alto Commissario per i diritti umani, ha spiegato che ora sono necessarie azioni coraggiose perché la norma risulti un trampolino di lancio. La fittizia separazione tra interventi pro ambiente e azioni a tutela dei diritti umani è stata superata. Senza coerenti politiche in difesa di natura e umanità, il fallimento rimane, però, dietro l’angolo.

La determinazione delle Nazioni Unite nel riconoscimento del diritto a vivere in un ambiente pulito e sano fa ben sperare. Di fronte alla COP 26 ogni passo è, per altro, ancora più significativo. Fare il possibile per essere all’altezza della nostra fama di civiltà super-evoluta appare quantomeno un dovere collettivo.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.