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Via Francigena, in arrivo le colonnine di ricarica per e-bike lungo il percorso

Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha annunciato che c’è un accordo per “fornire colonnine di ricarica lungo la via Francigena” per le e-bike.

Colonnine per le e-bike sulla via Francigena. È la novità che presto comparirà lungo il suggestivo cammino che attraversa l’Europa e l’Italia, dalla Gran Bretagna a Roma, percorso ogni anno da migliaia di pellegrini, a piedi o in bicicletta. Ed sono proprio i cicloturisti che puntano ad agevolare queste infrastrutture. Ad annunciare la notizia è stato il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, in occasione dell’inaugurazione della prima fiera del Cicloturismo alla Fabbrica del Vapore di Milano del 12 marzo.

Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha annunciato che c’è un accordo per “fornire colonnine di ricarica lungo la via Francigena” per le e-bike

La colonnine per e-bike sulla via Francigena

Chi possiede una bicicletta elettrica e desidera percorrere la storica via Francigena, avrà una ragione in più per farlo, dunque. L’installazione delle colonnine per le e-bike rientra nelle politiche volte a promuovere forme di turismo eco-friendly e a contatto con la natura che, dopo la fase più intensa della pandemia da Covid-19, sono diventate sempre più apprezzate. Dunque, è necessario lavorare per rendere migliori questo genere di esperienze in Italia.

Il turismo ha bisogno di organizzazione e come governo stiamo cercando di favorire questa organizzazione, al fianco degli operatori“, ha premesso il ministro Garavaglia alla fiera del Cicloturismo di Milano. “C’è una grande domanda di turismo all’aria aperta: fenomeno iniziato prima del Covid. E c’è anche una grande domanda per i percorsi, i cammini. Per questo, come ministero del Turismo abbiamo fatto un accordo con Enel e Snam per fornire colonnine di ricarica lungo la via Francigena a quei cicloturisti di e-bike“.

La via Francigena

Il cammino originale della via Francigena parte da Canterbury, in Inghilterra, e arriva in Italia, attraversando la Francia. Coincide con il percorso fatto per la prima volta da Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, per raggiungere Roma nel lontano 990 d.C.. Il tratto meglio segnalato è quello italiano, grazie soprattutto all’impegno delle varie regioni coinvolte per candidare il percorso come Patrimonio Mondiale dell’Unesco (ora è inserito nella tentative liste, la lista dei candidati). Il tratto italiano della Via Francigena si snoda dal Colle del Gran San Bernardo, in Val d’Aosta, alla nostra Capitale. Può essere percorso a piedi o in bici, ma i due percorsi però non coincidono e anche il numero di tappe è decisamente diverso.

La via Francigena in bicicletta

Il percorso in bicicletta, quello che farebbero anche i cicloturisti con e-bike, è solitamente suddiviso in 22 tappe (contro le 44 a piedi), facilmente riducibili a 16-17 per i più allenati. Si discosta dall’originale cammino di circa il 50 per cento. La motivazione è da ricercarsi nel fatto che l’antico percorso è spesso formato da sentieri difficilmente percorribili in bicicletta. Inoltre, sono presenti alcuni tratti molto impegnativi, come il valico della Cisa e il continuo saliscendi che caratterizza il tracciato tra Toscana e Lazio. Un altro aspetto non trascurabile è l’alloggio: data la fatica dei pellegrini a piedi, spesso viene data loro precedenza negli ostelli. Infine, non è sempre facile trovare locali che possano ospitare al coperto le biciclette.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food