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Vestiti alla frutta, da H&M linea con scarti d’ananas e bucce d’arancia

Non sono costumi di carnevale. H&M lancia abiti vestiti alla frutta realizzati con scarti. Anche se non è tutto oro quel che luccica.

Da H&M arrivano dei nuovi vestiti alla frutta realizzati con prodotti di scarto di ananas e arancia. Per i produttori dovrebbe trattarsi di una alternativa vegan e allo stesso tempo affrontare parte del problema dello spreco alimentare. Non mancano tuttavia le perplessità: a dispetto dell’apparenza infatti gli abiti alla frutta non sarebbero totalmente eco-sostenibili.

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Vestiti alla frutta, la nuova linea di H&M

A partire dallo scorso 11 aprile H&M ha rilasciato la sua nona linea Conscious Exclusive con l’obiettivo di diffondere la nuova tecnologia che permette di produrre vestiti partendo da prodotti di scarto alimentari. Tra le proposte si possono trovare vestiti alla frutta realizzati con fibre ottenute dalla buccia d’arancia che producono un tessuto alternativo alla seta e che generalmente finiscono al macero.

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Oltre all’arancia anche le foglie dell’ananas, anche loro considerate un prodotto di scarto, possono produrre il Piñatex, una alternativa completamente vegetale al cuoio. A completare la linea anche il BLOOM foam, una speciale schiuma utilizzata per le suole delle scarpe e prodotta a partire a alghe. L’industria della moda e la produzione di vestiti in genere è considerata una industria lineare poco sostenibile: vale a dire che pochissimi dei vestiti che vengono prodotti finiscono riciclati o riutilizzati: la maggior parte finisce in discarica. Il lancio di vestiti partendo dagli scarti della frutta è forse una prima presa di coscienza dell’intero settore.

Vestiti alla frutta non proprio sostenibili

La sorpresa per gli amici quando direte loro di indossare un abito fatto di foglie d’ananas e bucce d’arance è assicurato. Esistono tuttavia delle perplessità riguardo i vestiti alla frutta e in generale sulle nuove linee che si presentano come eco-sostenibili, in particolare  per il loro metodo di produzione e per il risultato ottenuto.

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Per arrivare al tessuto finito sono necessarie lavorazioni che richiedono procedimenti industriali con l’utilizzo di sostanze chimiche a volte tossiche per l’ambiente. Non solo: nonostante i materiali di partenza siano di fatto prodotti di scarto biodegradabili, il risultato non è biodegradabile. Vale a dire che i vestiti alla frutta mantengono ancora lo stesso problema dei vestiti tradizionali. Ciò nonostante, l’attenzione è alta e almeno parte dell’industria dell’abbigliamento è alla ricerca di materiali di partenza innovativi, volti a ridurre l’utilizzo di materiali di origine animale e, soprattutto, di plastica.

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