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Twistron Harvesters: il tessuto che produce energia elettrica

Una nuovissima fibra costituita da nanotubi di carbonio capace, quando distesa, di produrre energia elettrica.

Un maglione oggi svolge un egregio lavoro tenendoti al caldo nelle fredde giornate invernali ma in un futuro non troppo lontano potrebbe essere in grado di ricaricare il tuo smartphone, producendo energia elettrica. Tutto merito dell’invenzione di un team di ricerca dalle Università del Texas e di Hanyang in Sud Corea. Si chiama Twistron Harvesters ed è un tessuto davvero fantascientifico!

Twistron Harvesters: il tessuto che produce energia elettrica

La fibra del futuro

Questa fibra futuristica è costituita da nanotubi di carbonio, dei microscopici filamenti cavi dalle proprietà eccezionali. La loro struttura, costituita interamente da atomi di carbonio, fa si che nonostante un diametro 10.000 inferiore a quello di un capello umano siano 100 volte più resistenti dell’acciaio e sei volte più leggeri. Capaci di un’ottima flessibilità, piegandosi fino a 90° senza subire danni, sono inoltre molto sensibili ai campi elettrici, grazie ai quali possono anche modificare temporaneamente la loro forma.

L’equipe di ricerca ha intuito che grazie ad avvolgimenti in spire di questi nanotubi fosse inoltre possibile conferire loro una certa elasticità. Ciò che si è poi osservato ha dell’incredibile: infatti, andando a distendere questi avvolgimenti in un gel elettrolitico o in un materiale a conduzione ionica qualsiasi, come ad esempio dell’acqua con del comune sale da cucina, si è notato che veniva generata una scarica elettrica molto lieve, ma comunque sufficiente per accendere un LED. Si è poi compreso che la spiegazione di questa produzione di energia elettrica risiede nell’attrito: infatti lo sfregamento dovuto alla distensione delle spire di carbonio nella matrice ionica comporta la liberazione di una lieve carica elettrica dai nanotubi, producendo elettricità.

Un futuro di energia pulita

La natura fibrosa di questo materiale rende inoltre possibile una scalabilità della tecnologia: maggiore è il numero di fibre collegate, maggiore sarà la corrente elettrica generata. Da non dimenticarsi, inoltre, la possibilità di creare un vero e proprio tessuto utilizzando questo materiale; il che renderebbe verosimile l’idea di maglioni capaci di generare corrente elettrica tramite il semplice movimento respiratorio oppure di inviare segnali per il monitoraggio dei parametri fisiologici.

Maglione a nanotuboli

Il sistema Twistron Harvesters sarà poi applicabile a qualsiasi oggetto in movimento, anche di grandi dimensioni! Ciò renderà quindi possibile, per esempio, la produzione di un’enorme quantità energia elettrica tramite il moto ondoso del mare. Quello che rimane da fare è lavorare per riuscire a far diminuire i costi di produzione, rendere questa tecnologia applicabile su larga scala e fruibile da tutti. Se avremo successo in questa operazione il pianeta ci ringrazierà. Per ora non resta che lasciare collegato lo smartphone alla presa della corrente.

Fonti: www.sciencemag.org – Kim, Haines, Li et al. (2017); Harvesting electrical energy from carbon nanotube yarn twist; Science 25 Aug 2017: Vol. 357, Issue 6353, pp. 773-778 DOI: 10.1126/science.aam8771-

TOPIC tecnologia
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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.