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Tetti bianchi e alberi: ecco come Sydney risponde al clima

Mentre il riscaldamento globale tormenta l’Australia, il governo prende provvedimenti e Sydney risponde al clima con una nuova legge su tetti e giardini.

Il governo del New South Wales ha di recente emanato una legge che punta a mitigare l’impatto del riscaldamento globale.  Oggi Sydney risponde al clima vietando i tetti scuri e promuovendo la forestazione urbana, e le prospettive future appaiono buone. Preoccupazioni e polemiche non mancano, ma la necessità di interventi immediati appare ormai innegabile.

Sydney risponde al clima

Sydney risponde al clima:

Il riscaldamento globale rappresenta per l’Australia una minaccia e oggi Sydney risponde al clima con decisione. Una legge ha, infatti, sancito per il sobborgo di Wilton l’obbligo di abbandono di tetti scuri, in favore di coperture chiare. È stato poi stabilito che nei nuovi lotti residenziali, ogni spazio esterno di grandezza 15×18 m dovrà ospitare almeno un albero, in grado da raggiungere gli 8 m di altezza. Esempi virtuosi di piani simili non mancano. Ad Ahmedabad, in India, nel 2017 3.000 tetti sono stati tinti di bianco con una speciale vernice riflettente. A New York, poi, il programma CoolRoofs ha portato a schiarire il colore di ben 9.2 milioni di metri quadrati di tetti.

Tetti bianchi e clima:

I provvedimenti con cui Sydney risponde al clima sono lo specchio di una grande urgenza. In Australia il riscaldamento globale ha già toccato la vetta degli 1.4 °C oltre il livello preindustriale. Le temperature a Sidney in estate raggiungono i 50 °C e la paura è che la metropoli diventi presto inabitabile. I tetti bianchi, con la loro capacità di riflettere la luce solare, arrivano a limitare del 23% gli effetti da isola di calore urbano. Possono, poi, ridurre le temperature esterne durante le ondate di calore di 2 °C e abbassare quelle interne, favorendo un netto risparmio di energia. Gli alberi dovrebbero, poi, garantire ulteriore frescura e assorbire CO2, dando nuova linfa alla biodiversità.

Città e clima:

La strategia con cui oggi Sydney risponde al clima non ha suscitato reazioni univoche. Stephen McMahon, del Urban Development Institute of Australia ha definito il piano mal concepito e inefficace. Egli ha, poi, avanzato dubbi sulla sua applicabilità chiedendosi se il passo successivo sia il divieto di collocare nei giardini piscine e gazebi. Molti si mostrano, tuttavia, ottimisti e diverse figure vedono nel nuvo provvedimento l’incarnazione di una necessità. Hélène Chartier di C40 Cities ha affermato che spetta alle città guidare la lotta al cambiamento climatico. Tali realtà sono, infatti, spesso meno legate dalla burocrazia e possono contare sulla collaborazione dei residenti.

Guardare come Sydney risponde al clima dovrebbe far riflettere. Il Ministro Rob Stokes ha specificato che l’adattamento è ormai un problema del nostro tempo, e non più una questione da delegare ai posteri. Forse pensare all’Australia senza i suoi tipici tetti color ardesia potrebbe apparirci strano. Il pensiero di una Sidney abbandonata e desertica è, però, più che sufficiente per dissipare lo stupore.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.