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Test su animali: le simulazioni virtuali sono più accurate

Test su animali: le simulazioni virtuali sono più accurate

Test su animali meno accurati delle simulazioni virtuali per alcuni tipi di medicinali. La speranza di uno stop ai test su esseri viventi più vicina.

I test su animali sono, purtroppo, una realtà inevitabile prima che un nuovo medicinale venga testato sull’uomo ed entri in commercio. Milioni di animali ogni anno soffrono un tremendo destino in nome dell’avanzamento della scienza e della medicina. Oggi tuttavia simulazioni computerizzate del corpo umano possono risultare più efficienti in alcuni casi

In nome della scienza

La sicurezza è un requisito imprescindibile per i nuovi medicinali che devono passare per una rigorosa serie di test prima di entrare in commercio. Milioni di animali ogni anno sono sottoposti a test di ogni tipo per sondare i rischi e gli effetti collaterali connessi a nuovi farmaci. Topi, cavie ma anche cani, maiali e scimmie servono da piattaforma per i test prima che i medicinali arrivino all’uomo.

I test su animali sono tuttavia estremamente dispendiosi, richiedono tempo e sono, per molti, anche estremamente controversi. La differenza tra l’uomo e l’animale che viene sottoposto a test è infatti talmente elevata che gli esperimenti sugli animali sono spesso incapaci di sviluppare un modello efficiente per medicine migliori o più sicure.

Modelli computerizzati più efficaci

Secondo le stime, gli esperimenti sugli animali sono in grado di predire i rischi di un medicinale sull’uomo con un rateo del 75-85%. Una recente ricerca dell’Università di Oxford ha dimostrato come invece modelli computerizzati rappresentanti, in questo caso, il cuore umano, sono in grado di predire i rischi con un rateo dell’89-96%.

I modelli virtuali del cuore e del funzionamento delle cellule umane al suo interno sono divenuti talmente sofisticati da risultare più accurati dei test su animali. Il sistema richiede tuttavia una potenza di calcolo notevole per simulare l’intero funzionamento del cuore in 3D. Un singolo battito di cuore richiede qualcosa come tre ore su un supercomputer dotato di 1000 processori in parallelo.

Secondo gli scienziati di Oxford, le simulazioni computerizzate saranno presto più veloci, più economiche e più efficaci dei test su animali e avranno un ruolo fondamentale nelle prime fasi della ricerca su nuovi medicinali. Per ora stiamo parlando dei modelli del cuore umano, ma più la tecnologia si affinerà, sempre più organi umani potranno venire simulati efficacemente risparmiando così milioni di animali da un destino infelice.

Fonti: Smithsonian Institution – University of Oxford


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denis venturi
Denis Venturi
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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.
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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.
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