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Tè kombucha: fa veramente bene?

Del tè kombucha si parla molto, ma fa veramente bene quanto pensiamo? Una ricerca pubblicata su Science Direct solleva qualche dubbio.

Il tè kombucha è una bevanda fermentata molto apprezzata, di cui si sente spesso parlare per i suoi benefici, ma gli scienziati hanno avanzato qualche dubbio, chiedendosi se faccia veramente bene come tutti sostengono. Per fare questo alcuni esperti hanno preso in considerazione moltissimi studi riguardo al tè kombucha e ne hanno valutato i risultati, concludendo che, in effetti, su alcune questioni è meglio procedere con cautela, come per esempio il contenuto di alcol.

te kombucha

Cosa dice la scienza sul tè kombucha

La dottoressa Julie M. Kapp, assieme a Walton Sumner, ricercatore al Ronin Institute, hanno pubblicato uno studio intitolato «Kombucha: a systematic review of the empirical evidence of human health benefit». In questo lavoro gli esperti hanno preso in considerazione numerosi studi svolti sul tè kombucha, cercando di capire quali siano effettivamente i benefici confermati. Hanno controllato 3 dei principali archivi mondiali di ricerche scientifiche, primo fra tutti PubMed, scoprendo alla fine che esiste un solo studio condotto su esseri umani, su un campione molto ristretto di persone e, in generale, non di qualità convincente.

Ricerche condotte a livello cellulare e animale sembrano evidenziare invece proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche del té kombucha, simili a quelle riscontrabili in prodotti come cioccolato fondente e olio di oliva. Queste sarebbero legate ai polifenoli, una famiglia di molecole con funzioni antiossidanti. D’altra parte però, un’altra proprietà che viene spesso associata al kombucha è l’essere probiotico, ma anche qui ci sono dei dubbi: per quanto sia un prodotto fermentato, infatti, nessuno studio ha dimostrato che possa aiutare la flora intestinale al punto da essere definito probiotico.

Franck Carbonero, uno scienziato del microbioma impegnato alla Washington State University, ha sottolineato che «non sappiamo se faccia effettivamente qualcosa», riferendosi alle ricerche svolte sul tè kombucha. Oltre a questo c’è un’altra questione da considerare: il contenuto di alcol. Per quanto questa bevanda non sia particolarmente alcolica contiene comunque delle tracce di etanolo e, essendo fermentata, la sua gradazione in alcuni casi può superare quella registrata in azienda. Questa caratteristica ha causato qualche problema alla bevanda, soprattutto negli Stati Uniti.

Il punto è che, come ogni altro prodotto, il tè kombucha non può fare miracoli: David Ludwig, professore di nutrizione e pediatria alla Harvard University, ha puntualizzato: «Se state bevendo il tè kombucha per i suoi benefici alla salute e non vi piace il suo sapere, direi di ripensare il vostro drink.»

TOPIC kombucha
Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.