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Squali, quelli uccisi dall’uomo sono ancora troppi

Squali, quelli uccisi dall’uomo sono ancora troppi

Le norme per fermare la caccia agli squali si moltiplicano, ma uno studio mostra che i grandi pesci uccisi sono comunque in aumento.

Siamo abituati a considerare gli squali come delle terrificanti forze della natura, ma guardando ai numeri di quelli uccisi è evidente che l’uomo è molto più pericoloso per loro del contrario. A fronte di poche aggressioni mortali ai danni del genere umano da parte del re dei pesci, infatti, ogni anno perdono la vita 80 milioni di questi. Le cause sono da ricercare nella pesca eccessiva e, purtroppo, i divieti finora fissati sembrano avere poco effetto.

Squali, quelli uccisi dall’uomo sono ancora troppi
@envatoelements

Quanti squali vengono uccisi ogni anno? 

Secondo quanto riportato in uno studio pubblicato su Science gli squali uccisi, almeno nel 2019, sono stati 79 milioni. A causare le morti sono diversi fattori che includono tanto la pesca mirata, quanto le catture accidentali. La prima è alimentata soprattutto dal mercato alimentare. La carne di squalo, infatti, apprezzata in diversi Paesi del mondo, è spesso protagonista del tipico piatto fish and chips e viene talvolta spacciata per quella di pesce spada

Negli ultimi anni sono fortunatamente meno gli squali morti a causa della pratica nota come finning. Essa consiste nel tagliare agli esemplari le pinne, considerate un alimento pregiato, per poi ributtarli in mare. Spesso, inoltre, i temibili pesci finiscono per essere catturati per errore, dato che rimangono impigliati nelle reti da pesca. Non è un caso che oggi una specie su tre sia a rischio estinzione.

Lo studio sulle uccisioni di squali 

A concentrarsi su quanti sono gli squali che ogni anno vengono uccisi dall’uomo ci ha pensato un team della Dalhousie University. I ricercatori hanno analizzato i dati relativi agli anni 2012-2019, per capire se i molti divieti riguardanti lo spinnamento e la caccia agli squali in acque internazionali avessero portato a qualche risultato

Gli scienziati hanno dovuto fare i conti con il fatto che i dati sono spesso il riflesso di una sottovalutazione. Nonostante ciò è emerso che, a dispetto dei divieti che si sono moltiplicati negli ultimi anni, il numero di squali uccisi è passato dai 76 milioni del 2012 ai 79 milioni attuali. Il 30% degli esemplari morti è, per altro, risultato appartenente a specie a rischio estinzione.

Come limitare il numero di squali uccisi ogni anno? 

Lo studio mostra che mettere a punto nuove norme per ridurre il numero di squali uccisi dall’uomo è fondamentale. Per comprendere perché i divieti si mostrino così poco efficaci i ricercatori hanno intervistato 22 esperti del settore, tra cui scienziati, persone attive nella pesca e ambientalisti. È apparso evidente che, per quanto implementare le leggi attualmente in vigore rimanga prioritario, il problema è costituito soprattutto dalle attività di pesca costiera

I risultati migliori sembrano esservi in quelle zone che investono sulla valorizzazione degli squali come patrimonio naturale. I guadagni connessi ai grandi pesci aumentano quando vengono presentati come “attrazione”. Mantenere la pesca a livelli sostenibili rimane fondamentale, così come identificare gli hotspot di mortalità e intervenire con urgenza in tali luoghi. Oggi le acque più a rischio sono quelle che circondano Indonesia, Messico, Brasile e Mauritania.

I ricercatori hanno sottolineato che ridurre la quantità di squali uccisi è ancora possibile. Oggi 100 specie dei grandi pesci sono tutelate nell’ambito della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione. Andare oltre è, però, un’urgenza così come informare la popolazione. Dato che l’olio di fegato di squalo è presente anche in molti prodotti cosmetici è utile, per esempio, controllare che venga ottenuto da fonti sostenibili.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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