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Siccità e forniture idriche: il recupero delle acque reflue sarà imprescindibile

Il recupero delle acque reflue diventerà un processo cruciale e, con la crisi climatica che avanza, fare gli schizzinosi sarà poco consigliabile.

Per il futuro dell’umanità il recupero delle acque reflue diventerà un’operazione fondamentale. Il riscaldamento globale ha ormai un impatto devastante e le risorse idriche iniziano, in gran parte del pianeta, a scarseggiare. Gli esempi virtuosi, comunque, non mancano e, mentre gli USA preparano grandi progetti, ora tocca all’Europa, e soprattutto all’Italia, tenere il passo.

recupero delle acque reflue
Foto: Tom Fisk @Pexels

Siccità e risorse idriche

La crisi climatica sta influendo in modo drammatico sulle risorse idriche del pianeta e puntare sul recupero delle acque reflue risulterà quasi inevitabile. Oggi nel mondo 2.2 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e i dati sono destinati a peggiorare. A causa del riscaldamento globale l’alternanza di siccità severe e precipitazioni violente diventerà sempre più ordinaria. Nonostante ciò molti guardano ancora al passaggio toilette-rubinetto con diffidenza. Il processo che permette il recupero delle acque di scarico è, in realtà, complesso e sicuro. A una prima fase di depurazione basata su ozono o luce ultravioletta segue una fase di filtraggio per eliminare solidi e altri contaminanti. L’acqua viene, poi, introdotta nei bacini idrici e la circolarità è così completa.

Il recupero delle acque reflue

Gli esempi di Paesi che fanno del recupero delle acque reflue una grande risorsa non mancano. Israele e Singapore sono i grandi precursori, ma anche gli USA, provati da un clima impazzito, sono protagonisti di uno sprint. Le comunità che attualmente utilizzano simili tecniche sono 24 in tutta la nazione, ma ci si attende un raddoppiamento nei prossimi 15 anni. Il governo ha già approvato un piano da 1 miliardo di dollari per progetti di questo tipo destinato agli stati della West Coast. Nel sud della California un grande programma di riciclo delle acque di scarico da 3.4 miliardi di dollari potrebbe arrivare a rifornire 500.000 case.

La situazione in Europa e in Italia

Il recupero delle acque reflue diventerà cruciale anche per l’Europa. L’opinione pubblica è spesso presentata come l’ostacolo principale, ma i tempi stanno fortunatamente cambiando e un sondaggio condotto per il progetto Next Generation EU lo dimostra. Su 2.500 persone residenti tra Spagna, Paesi Bassi e UK, circa il 70% si è detto favorevole a simili interventi. Attualmente la normativa europea prevede che le acque reflue siano trattate per eliminare virus, batteri, fosforo e altre sostanze dannose per salute umana e ambiente. In media gli stati membri trattano in modo corretto il 76% delle acque di scarico, con eccellenze che raggiungono singolarmente anche il 100%. L’Italia tocca, invece, un deprimente 56%. La perfetta circolarità è chiaramente ancora lontana.

Associare il recupero delle acque reflue alla possibilità di bere appare probabilmente oggi ancora un po’strano. Permettere alla razionalità di prendere il posto di un affrettato e ingenuo disgusto è, però, fondamentale. L’uomo sta praticamente essiccando il pianeta. Storcere il naso non è una reazione che si addice a chi è principale causa dei propri problemi.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.