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La siccità distrugge anche gli allevamenti ittici in Italia

La siccità nel nostro Paese sta causando grandi problemi e, con il Po sempre più secco, a risentirne sono anche gli allevamenti ittici.

La siccità sta mettendo in ginocchio l’economia e non ha risparmiato nemmeno gli allevamenti ittici. Chi si occupa di molluschi è ormai ridotto allo stremo e la situazione non appare più sostenibile per i pescatori. L’allarme è massimo nella zona del delta del Po, ma Toscana, Liguria e Puglia risultano altrettanto provate. Ora si teme anche per le ripercussioni a lungo termine di questo periodo senza piogge.

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Foto: Stas Knop @Pexels

Allevamenti ittici e siccità

La siccità ha colpito nel nostro Paese un settore a cui abitualmente non dedichiamo più di un fugace pensiero: quello degli allevamenti ittici. A essere sotto pressione è in particolare la molluschicoltura. Nel delta del Po, infatti, cozze e vongole stanno “soffocando” a causa della mancanza di piogge. Per crescere questi animali hanno bisogno di un delicato equilibrio che oggi non è più garantito. Il cuneo salino del Po è penetrato nell’entroterra per oltre 30 km e, a causa della mancanza di ricambio idrico, la salinità dell’acqua è alle stelle. Tutto ciò sta provocando qui e altrove l’espansione a macchia d’olio della cosiddetta acqua bianca, area in cui la decomposizione di alghe e sostanze organiche priva l’ambiente di ossigeno.

Una situazione difficile

La siccità si sta rivelando una minaccia serissima per gli allevamenti ittici. Le temperature delle acque di stagni e lagune sono anche di 5 °C superiori a quelle del mare. Sfiorano, cioè, i 28 °C e ciò acuisce ulteriormente la carenza di ossigeno. Molte specie non sopportano tali condizioni mentre, per esempio, le orate diventano particolarmente voraci e fanno razzia di cozze. Nella laguna di Venezia sono, invece, apparsi i gasteropodi che stanno decimando le vongole. In questo 2022 che presenta un regime di piogge dimezzato rispetto alla media, si è dunque arrivati a perdere il 20% degli allevamenti. Le importazioni, abitualmente equivalenti a 1/3 dei prodotti totali, sono salite del 50% nei primi tre mesi dell’anno e continuano ad aumentare.

Preoccupazione

La situazione degli allevamenti preoccupa molto gli addetti ai lavori. Il danno arriva, infatti, a carico di un settore ittico già duramente provato dai rincari dei carburanti e rischia di lasciare senza sostentamento intere famiglie. La moria sta colpendo, poi, soprattutto la semina dei molluschi. Poiché gli esemplari giovani arrivano a maturazione in un anno e mezzo circa, le conseguenze delle perdite attuali continueranno a farsi sentire anche nel 2023. Il clima in rapido mutamento promette, poi, il peggio. I livelli di salinità potrebbe presto raggiungere il 70 per 1000, a fronte del 20 per 1000 considerato normale, e ciò avrebbe un impatto drammatico. Migliorare la gestione delle acque e intervenire per far fronte al riscaldamento globale dovrebbe, dunque, essere per le autorità una priorità, al di là dei momenti di dichiarata emergenza.

Vedere gli allevamenti ittici decimati dalla siccità trasmette un messaggio chiaro. Nessun Paese può permettersi di sopportare le conseguenze di un clima impazzito. Il fatto che allo stremo ci sia anche un settore che porta sulle nostre tavole migliaia di tonnellate di prodotti ogni anno ce lo ricorda. Il momento in cui l’umanità rischia di non sapere concretamente più che pesci pigliare sembra sempre più vicino.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.