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Sharing Economy, condividere è la strategia vincente per salvare il pianeta

La sharing economy potrebbe essere la strategia vincente per salvare il pianeta e costruire un futuro più sostenibile. Ma il primo cambiamento deve essere di mentalità.

«Condividere» è la parola del momento e probabilmente anche del futuro. La sharing economy sta prendendo sempre più piede anche in settori prima impensabili. Un nuovo modo green di concepire il consumo, guidato da un radicale cambiamento di valori in atto che, forse, potrebbe essere la chiave per salvare il pianeta.

Sharing economy, la condivisione è l’opzione più green

Le fondamenta della sharing economy si possono riconoscere nel superamento del desiderio del possesso. Per le nuove generazioni possedere degli oggetti si configura più come un peso che come un’espressione della libertà consumistica che ha caratterizzato l’economia dal secondo dopoguerra a oggi. La questione riguarda certamente il minore potere d’acquisto dei giovani adulti di oggi, ma anche un cambiamento di costume, incentivato dalle possibilità messe in campo dalle nuove tecnologie. Condividere e noleggiare oggi è piuttosto semplice e lo si può fare praticamente con tutto.


Tra i primi esempi di successo in tema sharing economy vi sono quelli inerenti la mobilità. Nelle grandi città possedere un’auto non è più una priorità, grazie a servizi di sharing a disposizione. Si va dalle biciclette, alle automobili fino alle opzioni di micromobilità, come i monopattini elettrici. Anche il trasporto pubblico diventa sempre più centrale nella vita cittadina, spesso supportato da soluzioni tecnologiche capaci di renderlo sempre più fruibile.

Sharing economy, non vuol dire solo mobilità, tra le tendenze in forte crescita vi è anche quella della condivisione dei vestiti. L’industria della moda è tra quelle su cui si pone maggiore attenzione in termini ambientali allo scopo di superare l’idea di fast fashion – la moda usa e getta stagionale – in favore di soluzioni più attente alla salute del pianeta. Oggi i vestiti si scambiano, con servizi dedicati sia allo sharing che al noleggio sempre più in voga. Ma le soluzioni non si limitano nemmeno alla moda, oggi lo sharing riguarda davvero di tutto: dalle passeggiate coi cani, ai posti auto, fino ai libri di testo al denaro, con sistemi ad hoc di scambio di prestiti.

La logica industriale mirata al prezzo ottenuto con l’ottimizzazione dei processi e le grandi quantità sembra funzionare sempre meno, grazie a una platea di consumatori più attenta alla qualità e aperta alla possibilità di concentrarsi sull’utilizzo e non sul possesso. L’epoca della sharing economy è alle porte e potrebbe davvero essere la salvezza del pianeta. In fondo: sharing is caring.

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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.