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Sci: il cambiamento climatico minaccia il futuro dello sport sulle Alpi

Sulle Alpi la neve scarseggia e, mentre la corsa del cambiamento climatico non si ferma, le previsioni sul futuro dello sci si fanno sempre più allarmanti.

Per chi vuole cimentarsi nello sci le Alpi dovrebbero essere una meta privilegiata, ma il cambiamento climatico sta minando anche questa certezza. Mentre gli inverni si fanno meno rigidi, infatti, i paesaggi innevati diventano sempre più rari. La neve artificiale non appare una soluzione a lungo termine e agire perché gli amanti degli sport invernali non debbano dire addio alla loro passione entro fine secolo è una priorità.

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Foto: Jerzy Górecki @Pixabay

Sci e cambiamento climatico

Il cambiamento climatico si sta rivelando una minaccia pressante per il futuro dello sci e a essere colpite in maniera particolarmente dura sono le Alpi. Qui, infatti, le temperature sono in continuo aumento e la pioggia sta progressivamente sostituendo le precipitazioni nevose. Tale dinamica innesca, per altro, un circolo vizioso. Mancando la copertura nevosa, infatti, la capacità riflettente dei terreni diminuisce e la quantità di radiazioni solari assorbite aumenta. Il suolo, più caldo, impedisce, però, alla neve che cade di attecchire e finisce per scioglierla alimentando il riscaldamento globale. I ghiacciai si stanno, poi, progressivamente ritirando e, mentre lo zero termico viene raggiunto ad altitudini sempre più elevate, la stagione sciistica si accorcia e, a bassa quota, risulta persino, in alcuni casi, inesistente.

Il futuro dello sci

Il cambiamento climatico sembra destinato a complicare la vita degli amanti dello sci. Secondo le previsioni entro il 2100 le Alpi finiranno per essere prive di copertura glaciale durante l’estate, con la sola eccezione di alcuni residui ad alta quota. La neve artificiale, che oggi sopperisce alla mancanza del manto bianco, non potrà, dunque, più risolvere la situazione. Ottenerla richiede già, infatti, grandi quantità di acqua e di energia e in futuro il bilancio peggiorerà. Più la temperatura aumenta, più l’atmosfera trattiene umidità. Si stima, quindi, che i consumi di risorsa idrica finiranno per raddoppiare e che il caldo renderà impossibile il processo. I costi connessi minacciano, poi, di trasformare lo sci, già tutt’altro che economico, in uno sport maggiormente d’élite.

Agire

Perché lo sci possa continuare ad attrarre milioni di persone arrestare la corsa del cambiamento climatico è l’unica possibilità. Le strutture del settore che si stanno impegnando per tale scopo sono ormai diverse. Molti hanno già piani per il raggiungimento delle zero emissioni e si stanno orientando verso un massiccio utilizzo delle energie rinnovabili, nonché su metodi più sostenibili per la produzione di neve artificiale.

La tecnologia si rivela, allora, la migliore risorsa. In Svizzera per proteggere i ghiacciai vengono, così, utilizzati particolari teli, mentre altrove si sperimentano metodi per la conservazione del manto bianco. Gli addetti ai lavori con possibilità più limitate spostano, invece, la propria attenzione su attività alternative. Itinerari nella natura, passeggiate programmate e proposte simili appaiono, dunque, sempre più popolari.

Lo sci è uno sport di punta per molte aree delle Alpi e contenere i danni del cambiamento climatico è cruciale. Secondo le stime solo in Italia una persona su tre scia regolarmente. In questa fine 2022 7 eventi su 8 della prima fase di Coppa del Mondo sono, però, già stati annullati e le previsioni per il resto della stagione non appaiono più rosee.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.