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Riconoscimento facciale in stalla: riconosce le vacche per produrre più latte

Il riconoscimento facciale approda in stalla dove la tecnologia e l’automazione portano le vacche a produrre più latte con il minimo intervento umano.

L’idea di portare il riconoscimento facciale in stalla per migliorare la produzione di latte e controllare le funzioni vitali delle vacche in modo automatico arriva dalla multinazionale americana Cargill che ha scelto di sostenere la start-up irlandese Cainthus, azienda che si occupa specificamente di software di riconoscimento facciale e di intelligenza artificiale. L’operato delle due aziende mira a rivoluzionare le attività quotidiane degli allevatori del settore bovino.

Riconoscimento facciale in stalla vacche

Intelligenza artificiale in stalla

Riconoscimento «musale» è un termine che non esiste ma, in questo caso, sarebbe probabilmente più adatto di riconoscimento «facciale» visto che si applica a delle vacche. Il concetto, ad ogni modo, è lo stesso: un innovativo software ideato dall’irlandese Cainthus è in grado identificare i singoli animali all’interno della stalla grazie, per l’appunto, al riconoscimento del muso e delle tonalità di colore e della distribuzione di macchie sulla pelle. La tecnologia inoltre è in grado di tenere traccia di dati come l’assunzione di cibo e acqua e può memorizzare l’identità di ogni animale in pochi secondi analizzandone comportamenti e movimenti in modo da tenere sotto controllo la loro salute e il loro livello di stress e di produttività.

Riconoscimento facciale in stalla tecnologia

Risparmio di tempo e maggiore produttività

A quale scopo? Le informazioni raccolte in questo modo vengono elaborate da una intelligenza artificiale basata su un algoritmo in grado di apprendere e riesaminare i dati e le immagini raccolte attraverso un complesso sistema di sensori. I risultati arrivano direttamente sul terminale dell’allevatore che può in questo modo individuare in tempo reale situazioni anomale o semplicemente gestire a distanza il regime alimentare di ogni singolo animale a livello individuale. Quello che era un processo di monitoraggio che in stalla richiedeva giorni o settimane ora può avvenire in modo praticamente istantaneo sotto l’occhio vigile dell’intelligenza artificiale.

Riconoscimento facciale in stalla

L’obiettivo naturalmente è quello di semplificare la vita dell’allevatore garantendogli un risparmio notevole di tempo ed energie grazie all’operato del sistema automatizzato oltre ad un granulare controllo sullo stato di salute e sulla produttività degli animali. Cargill e Cainthus hanno intenzione di concentrarsi inizialmente sul settore bovino ma il software verrà adattato anche per allevamenti suini, ovini, avicoli e per gli allevamenti di pesci. Nell’immaginario comune l’allevatore di un tempo conosceva personalmente il nome e le esigenze di ogni suo singolo animale, per l’allevatore del futuro questa capacità potrebbe venire sostituita da una macchina.

Fonti: Cargill

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.