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Pulire il Ghiacciaio del Baltoro: italiani sulle vette del Karakorum

National Geographic ha raccontato l’avventura che ha portato un progetto italiano, il Keep Baltoro Clean, a ripulire il Ghiacciaio del Baltoro, tra i monti del Karakorum in Pakistan.

Per molti di noi il gruppo montuoso del Karakorum può non essere la prima delle preoccupazioni, ma per chi la montagna ce l’ha nel sangue è molto diverso. Con il Keep Baltoro Clean si vuole liberare il Ghiacciaio del Baltoro dalle tracce del turismo umano. Lo sforzo è semplicemente immane, solo chi è arrivato in quei luoghi impervi per eccellenza sa che sforzo occorre per riuscire a portare indietro certi rifiuti. Il gioco però vale la candela.

National Geographic - Keep Baltoro Clean

Ai piedi del K2

Se certi luoghi possono essere sconosciuti ai più, la montagna del K2 ha fatto in tempo ad infilarsi anche tra le conoscenze dei comuni mortali. Quello che ai più manca però è un’idea di cosa voglia dire scalare quelle vette, non solo in quanto fatica, ma anche dal punto di vista dell’equipaggiamento. Così anni e anni di esplorazione ardita hanno portato all’accumularsi, attorno ai monti del Karakorum, di una enorme quantità di rifiuti. National Geographic ha seguito una delle ultime spedizioni, regalando dei veri scatti mozzafiato a tutti gli amanti della montagna.

La pulizia del ghiacciaio

Per rendere l’idea, a fine stagione i ranger del parco del Karakorum, che comprende appunto la cima del K2, raccolgono e comprimono i rifiuti. Parliamo di qualcosa come 3-4 tonnellate di scarti da smaltire. Da oltre 13 anni, per quanto riguarda il ghiacciaio del Baltoro, l’arduo compito è stato affidato all’associazione Ev-K2-CNR, che coordina le varie entità del parco. Pochi lo sanno ma noi italiani siamo estremamente attivi in questo parco, tanto che lo stesso K2 è noto anche come «La montagna degli italiani».

Ai piedi del K2

Lo spettacolo che si può osservare da queste cime mozza semplicemente il fiato ed è impressionante come l’uomo sia riuscito a ricavare dei villaggi a oltre 3000 metri di quota, vere e proprie isole tra i granitici e inospitali monti. Lo scotto però che si rischia di pagare è il degrado dell’ambiente naturale, e diventa chiaro il paradosso quando il turismo che questi luoghi generano è proprio legato al fascino dell’incontaminato.

Fonti: nationalgeographic.it (foto di Paolo Petrignani) – discoveryalps.it

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