Porro e cipollotto, differenza, sapore e usi in cucina
Anche se spesso li crediamo interscambiabili, tra porro e cipollotto esiste più di una differenza. Il bulbo della prima verdura presenta una forma particolare, cilindrica e allungata, mentre per la seconda a fare da peculiarità è il livello di maturazione. Il sapore del porro è, inoltre più dolce rispetto a quello del cipollotto ed è in generale maggiore anche la sua digeribilità.

Cos’è il porro?
Per capire la differenza tra porro e cipollotto bisogna fare la conoscenza del primo vegetale. Il porro, o Allium Ampeloprasum, appartiene alla famiglia delle Liliaceae, come il parente stretto, ma presenta una forma peculiare. Ha, infatti, un bulbo cilindrico e allungato, privo del tipico rigonfiamento che caratterizza la cipolla.
Le foglie sono verdi e appuntite. Del porro si consuma in genere la parte bianca morbida, ma, eliminate le radici e le estremità delle foglie, dure ma comunque commestibili, si trova un utilizzo per l’intero vegetale. Siamo di fronte a un alleato della linea ricco di minerali, vitamine e fibre che fa da ottimo detox, oltre che da antinfiammatorio naturale e da alleato di sistema immunitario, ossa e intestino.
Cos’è il cipollotto?
Il cipollotto appartiene alla stessa famiglia del porro, ma la differenza tra i due vegetali resta marcata. Il cipollotto ha, infatti, molto più in comune con la cipolla, di cui rappresenta il bulbo non ancora giunto a completa maturazione. L’ortaggio presenta un piccolo bulbo tondeggiante alla base, bianco o violaceo, e lunghe foglie verde brillante tubolari cave che si allungano da esso. In cucina si utilizzano comunemente entrambe le parti della pianta.
Siamo, ancora una volta, di fronte a un concentrato di vitamine e minerali, oltre che di acqua, antiossidanti e fibre. Il cipollotto, a fronte di un bassissimo apporto calorico, si dimostra quindi perfetto per regolarizzare l’intestino, depurare l’organismo, dare una spinta alle difese immunitarie e combattere l’invecchiamento.
Differenza, sapore e usi
Al di là della differenza puramente esteriore, la distinzione tra porro e cipollotto può essere affidata anche al palato. Il primo ortaggio presenta un sapore delicato, tendente al dolce. Il secondo vanta, invece, un gusto deciso con note erbacee, che si dimostra più pungenti. Per quanto le due verdure possano, quindi, essere considerati tra di loro interscambiabili in base ai gusti, è bene ricordare che il cipollotto rischia di risultare più coprente.
Appare comunque perfetto sia utilizzato crudo, tagliato a rondelle, per arricchire insalate, contorni o pinzimonio, sia cotto, all’interno di soffritti, sughi e piatti di carne, magari in sostituzione della cipolla. Il porro trova il suo terreno ideale in zuppe, ripieni e frittate, ma nulla vieta di utilizzarlo a crudo. In sughi, soffritti e in altre ricette possiamo, poi, trasformarlo nella nostra scelta preferita.
Quando si guarda alla differenza tra porro e cipollotto, includere nell’equazione anche cipolla e scalogno appare quasi inevitabile. La regina indiscussa della cucina povera eccelle per note pungenti, anche se molto dipende dalla varietà scelta. Lo scalogno rappresenta, invece, un’alternativa più “raffinata”, a metà tra aglio e cipolla, fornendo la possibilità di arricchire le ricette con note aromatiche e dolciastre.
FAQ
Porro e cipollotto sono la stessa cosa?
No, anche se si rivelano simili per sapore e apporto di nutrienti, porro e cipollotto sono due ortaggi diversi.
Si può sostituire il porro con il cipollotto nella ricetta?
Sì, è possibile sostituire il porro con il cipollotto, e viceversa. Tutto dipende dai gusti personali e dal risultato che si vuole ottenere.
Quale è più digeribile?
Anche se l’ultima parola spetta alla tolleranza personale, il porro risulta, in genere, più leggero e digeribile del cipollotto, sia crudo, sia cotto.






