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Plastica nel Mediterraneo: cinque città italiane tra le più inquinanti

È crisi plastica nel Mediterraneo secondo l’ultimo rapporto WWF sulla salute del mare. Tra le prime dieci città responsabili, cinque sono italiane.

Le acque del Mar Mediterraneo non se la passano bene: sarebbero piene di plastica. In realtà se la passerebbero peggio delle acque di altri mari e oceani con una concentrazione massima che batte tutti i record misurati: fino a quasi 2 milioni frammenti di plastica per metro quadrato. È quanto emerge dall’ultimo rapporto del WWF “Inquinamento da plastica negli oceani. Impatti su specie biodiversità ed ecosistemi marini”. Un poco invidiabile primato per cui l’Italia contribuisce notevolmente con cinque città tra le prime dieci più inquinanti.

plastica mediterraneo
Foto: Lucien Wanda @Pexels

Lo stato dell’inquinamento da plastica nel Mediterraneo

Come si legge nel rapporto WWF, secondo una recente analisi nel Mediterraneo finiscono ogni anno qualcosa come 229mila tonnellate di plastica. Per avere un’idea dei volumi, è come se 500 container pieni di plastica riversassero in mare il loro contenuto ogni giorno. Attualmente nel Mediterraneo ci sarebbero fino a 10kg di plastica per ogni chilometro quadrato di superficie. Secondo gli esperti, dal 21% fino al 51% di tutte le plastiche presente nelle acque della Terra sarebbero nel Mediterraneo. E proprio a casa nostra la situazione sarebbe la peggiore. A segnare il primato assoluto per la più alta concentrazione di microplastiche mai misurata nelle profondità di un ambiente marino è il Mar Tirreno con, appunto, 1,9 milioni di frammenti per metro quadrato.

Chi sono gli inquinatori del Mar Mediterraneo

Più della metà della plastica che finisce nel Mediterraneo arriva da soli tre paesi, incluso il nostro. In testa alla classifica, c’è l’Egitto, responsabile da solo di quasi un terzo dell’inquinamento totale. Al secondo posto sul podio della poco invidiabile classifica troviamo l’Italia col 15% dell’inquinamento totale, seguita dalla Turchia al 10%. A colpire tuttavia è la presenza di cinque città italiane tra le prime 10 città responsabili. Sarebbe Roma la città più inquinante in assoluto. Ma tra le italiane, ad avvelenare il Mediterraneo con la plastica, ci sarebbero anche Milano, Torino, Palermo e Genova. Le attività umane che più influiscono sono quelle costiere, a partire da una gestione inefficiente dei rifiuti ma anche pesca, acquacoltura e navigazione.

Quali sono i rischi di inquinamento da Plastica

L’inquinamento da plastica causa danni incalcolabili alla vita marina, specialmente agli animali che popolano le acque e a quelli che se ne nutrono. Gli animali possono finire intrappolati nei rifiuti plastici senza possibilità di liberarsi. Una situazione che spesso può causare la morte dell’animale per soffocamento o per fame. Tra i rischi anche quello dell’ingestione dei rifiuti plastici, spesso scambiati per cibo dagli animali. Secondo le stime fino al 90% di tutti gli uccelli marini ingeriscono plastica. Almeno 116 specie diverse tra uccelli, pesci e mammiferi ingeriscono plastica nel Mediterraneo. L’ingestione in particolare è doppiamente pericolosa, non solo perché rischia di uccidere l’animale che ingerisce plastica, ma perché l’inquinamento finisce nella catena alimentare. Ogni anno un essere umano finisce in media per assumere 53mila frammenti di microplastica da alimenti di origine marina, con effetti ancora ignoti sulla salute.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.