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Piante che purificano l’aria, le migliori per la casa e l’ufficio

Sono in grado di depurare gli ambienti e contrastare l’inquinamento indoor: ecco quali piante purificano l’aria.

Creare un piccolo angolo verde in casa o in ufficio è forse la più promettente soluzione per contrastare l’inquinamento indoor. Non solo un angolo ornamentale, ma un vero e proprio ecosistema di piante che purificano l’aria, pensato per rendere più salubri gli spazi che viviamo.

“Se l’uomo si sposterà in habitat chiusi, sulla Terra e nello Spazio, dovrà portare con sé un sistema naturale di supporto alla vita scrivevano gli scienziati Nasa che per primi, negli anni 70, indagarono la capacità delle piante di depurare un ambiente chiuso. Il nostro stile di vita spesso ci costringe a trascorrere tempo in ambienti inquinati. Perché non provare?

piante che purificano l'aria
FOTO: Inac Avadit @Unsplash

Perché coltivare piante che purificano l’aria

È dimostrato che le piante sono in grado di purificare l’aria di ambienti chiusi. Regolano il livello di umidità, assorbono anidride carbonica, eliminano il fumo di stufe, camini e sigarette e contrastano l’azione di molti composti volatili nocivi presenti pressoché ovunque negli ambienti indoor. Parliamo dei cosiddetti VOCs (Volatile Organic Compounds), sostanze rilasciate nell’ambiente da vernici, spray, prodotti per le pulizie, dal riscaldamento domestico e dal gas del fornello, ma anche da computer, televisioni e in generale materiale elettrico. Sono quindi diffusi e possono avere conseguenze anche gravi sulla salute.

Quali piante purificano l’aria

Tra le specie più apprezzate e facilmente reperibili nei vivai ci sono l’anturium, la dracena, il tronchetto della felicità, la sansevieria, il pothos e lo spatifillo. Queste piante sono in grado di catturare diverse sostanze organiche, ma anche il particolato che deriva dalle combustioni dei fornelli della cucina a gas.

  • Dracena. Questa pianta è capace di assorbire benzene e toluene. Cresce bene in ambienti riscaldati. In estate può essere spostata in terrazzo.
  • Sansevieria. Oltre a contrastare diverse sostanze tossiche, come la formaldeide, assorbe le radiazioni elettromagnetiche. Resiste bene anche con poca acqua.
  • Pothos. Utile per la depurazione da formaldeide e fumo di sigaretta, richiede pochissime cure ed è perfetto anche per i pollici neri.
  • Spatifillo. Agisce contro tricloroetilene, formaldeide e benzene. Per crescere sano e forte ha bisogno di molta luce e tanta acqua. Rimuove dall’aria anche l’acetone.
  • Anthurium. Riesce ad assorbire ammoniaca (fino a 10 microgrammi l’ora), benzene e formaldeide. Ama la luce, ma mai i raggi diretti del sole.

Quante piante per purificare un appartamento

I test condotti negli ultimi decenni dal team di Nelson Marmiroli, tra i massimi esperti mondiali di fitotecnologie e professore emerito di Biotecnologie all’Università di Parma, hanno dato risultati estremamente promettenti.

Esperimenti effettuati con zero, tre o sei piante di Dracena, varietà Janet Craig, alte un metro, con vasi del diametro di 30 centimetri in uffici di 12 metri quadrati e con soffitti di tre-quattro metri, hanno dimostrato una netta riduzione dei VOCs nell’ambiente, già con la presenza di sole tre piante. Ma per capire quante ne occorrono si devono eseguire calcoli abbastanza difficili. Va considerata la grandezza dell’area su cui bisogna agire, qual è il tipo di ventilazione del locale, la luce, la temperatura, l’umidità nell’aria, le dimensioni della pianta e del suo vaso. Tutti parametri che influenzano certamente l’attività dei vegetali.

“Nello stesso modo va considerato che molti inquinanti dell’aria si depositano sulle foglie interagendo con le cere presenti sulle medesime e quindi un lavaggio periodico delle foglie con biosaponi rimuove questa quota di inquinanti assorbiti”. Spiega il professor Marmiroli. “A volte i ricercatori si accontentano di rilevare di quanto è stata purificata l’aria, quanto contaminante è scomparso, ma senza indagare su dove sia finito”.

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Giornalista pubblicista, in continua formazione per attitudine, mi piace scrivere di tematiche ambientali, sostenibilità e innovazione. Attenta al presente, curiosa per il futuro, sono un’ottimista, convinta che l’unica cosa che ci renda migliori sia la volontà di migliorarsi.