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Perché l’idroponica non convince gli agricoltori biologici

L’idroponica non convince gli agricoltori biologici sia per delle ragioni che riguardano i principi fondanti della pratica che per motivi economici.

Idroponica e agricoltori biologici tradizionali non hanno mai avuto un buon rapporto, e dove la certificazione bio è accessibile anche ai prodotti coltivati indoor le critiche non si contano. Le ragioni di fondo riguardano sia i principi fondanti dell’agricoltura bio che il lato prettamente economico.

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Idroponica e agricoltura biologica, un rapporto difficile

L’ultimo esempio di cattivo rapporto tra agricoltori biologici e idroponica viene dagli Stati Uniti in cui l’USDA (Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti d’America) ha decretato che anche i prodotti ottenuti indoor senza l’utilizzo del suolo potessero essere certificati bio. Ciò ha portato una causa civile ai danni del Dipartimento, in cui gli agricoltori sostenevano l’ingiustizia di tale decisione in termini economici ed ecologici.

L’idroponica per gli agricoltori biologici costituisce in primo luogo una grave minaccia commerciale considerando i vantaggi produttivi della pratica rispetto alle modalità più tradizionali. Si tratterebbe, secondo il loro punto di vista, di concorrenza illegittima dal momento che, tra l’altro, tali modalità non comportano i vantaggi per il terreno e la biodiversità alla base delle pratiche di agricoltura biologica. Potendosi permettere inoltre di sostenere minori spese e quindi mantenere costi inferiori.


I prodotti dell’idroponica, per gli agricoltori biologici, non sono da condannare di per sé semplicemente non dovrebbero poter essere soggetti alla certificazione biologica, la quale dovrebbe riguardare solamente delle pratiche produttive capaci di avere un effetto positivo anche sull’ecosistema, principio fondante del bio, appunto. Le opinioni in merito a questa diatriba sono molte e, probabilmente, una risposta giusta non c’è. Tuttavia, va considerato che l’idroponica offre delle opportunità interessanti per le coltivazioni con scarso – o nullo – utilizzo di sostanze chimiche, così per l’urban farming. Dall’altro lato, l’agricoltura biologica tradizionale rimane una preziosa alleata della biodiversità e della salute del suolo.

REDAZIONE
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