AttualitàEconomiaGastronomiaProdotti per la cucina

Perché con la guerra in Ucraina rischiamo di rimanere senza olio di semi di girasole?

La guerra in Ucraina sta compromettendo diverse filiere tra cui anche quella dell'olio di semi di girasole. Presto finiranno le scorte secondo Assitol.

Oltre alle terribili conseguenze sul piano umanitario, la guerra in Ucraina sta colpendo severamente anche molti settori dell’industria, alimentare e non, sempre più in difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime. Tra le più colpite, avverte Assitol, l’associazione italiana dell’industria dell’olio, ci sarebbero le filiere che fanno affidamento sull’olio di semi di girasole. Per far fronte all’emergenza il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto un’azione straordinaria in deroga per le aziende delle settore alimentare.

ucraina olio semi girasole

Presto senza olio di semi di girasole per colpa del conflitto in Ucraina

Secondo Carlo Tampieri, presidente Assitol, il conflitto in Ucraina sta “rendendo difficile l’approvvigionamento delle materie prime e di conseguenza l’attività delle singole imprese”. Russia e Ucraina sono infatti i due maggiori produttori mondiali di semi di girasole e riforniscono la maggior parte dell’industria europea. I semi di girasole arrivano in Europa esclusivamente via mare, attraverso i porti di Mariupol e Odessa, città attualmente coinvolte nel conflitto.

Girasole al centro di molte filiere

Dall’industria alimentare e dolciaria, alle farine per uso zootecnico e alle oleine, fondamentali per l’industria oleochimica ed energetica, il girasole che arriva dall’Ucraina è componente fondamentale di diverse filiere di produzione in Italia. L’olio di semi di girasole in particolare è impiegato nella produzione di conserve, salse, maionese, condimenti spalmabili, tutti prodotti destinati alla grande distribuzione. Inoltre, il mondo della ristorazione lo predilige per le fritture. Il consumo annuo di olio di semi di girasole in Italia si aggira sulle 770mila tonnellate secondo Assitol.

Rischio stop per molte imprese

Sempre secondo l’associazione dell’industria dell’olio italiana, il nostro paese la quota di import per l’olio di semi di girasole dall’Ucraina si aggira attorno al 63% del totale utilizzato. “Questo mostra la difficoltà per il comparto di muoversi in un contesto di guerra, che vede bloccati i trasporti non soltanto da e per l’Ucraina, ma da tutto l’Est Europa” ha spiegato Tampieri. La situazione, continua “potrebbe complicarsi ulteriormente se il conflitto dovesse proseguire perché salterebbe la semina prevista in primavera”. L’impossibilità per la materia prima di transitare sul territorio dell’Ucraina rischia quindi di compromettere la produzione una volta che le scorte attuali verranno ultimate.

L’intervento del Ministero dello Sviluppo Economico

Proprio per far fronte all’emergenza dell’olio di semi di girasole a fronte della crisi in Ucraina, il Ministero dello Sviluppo Economico ha diramato una circolare che consentirà alle aziende dell’industria alimentare italiana di sostituire l’olio di semi di girasole con altri oli vegetali senza modificare la lista degli ingredienti sulle etichette e gli imballaggi già pronti. Si tratta di un intervento eccezionale vista la gravità della situazione. Un intervento necessario, spiega il Ministero, per evitare un ulteriore aumento dei costi dei generi alimentari.

blank
Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.