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Pelle d’uva, un nuovo futuro per gli scarti del vino

Un team tutto italiano ha vinto il primo premio del Global Change Award con un prodotto assolutamente innovativo, una pelle prodotta dagli scarti dell'uva.

Alla seconda edizione del Global Change Award, contest lanciato dalla H&M Foundation, vince il primo premio una nuova pelle d’uva prodotta dagli scarti di produzione della vinificazione, ecosostenibile, 100% vegetale ma soprattutto frutto di fatiche italiane.


La squadra Grape Leather

La squadra Grape Leather

Dietro a un prodotto innovativo c’è sempre una squadra affiatata, e Grape Leather, questo il nome del progetto, non fa certo eccezione. Il team, guidato da Rossella Longobardo e completato da Giampiero Tessitore, Francesco Merlino e Valentina Longobardo, è riuscito nell’impresa di creare un nuovo tipo di pelle dagli scarti dell’uva e dei processi legati alla vinificazione. Stiamo parlando quindi di un prodotto che, oltre a non nuocere in alcun modo agli animali pur mantenendosi di ottima qualità, non sfrutta nemmeno sostanze derivanti dal petrolio, garantendone a maggior ragione l’ecocompatibilità.

La pelle ecocompatibile

Dietro a questa squadra c’è un’azienda altrettanto innovativa, la Vegea srl, nata all’inizio del 2016 con l’obbiettivo di innovare il settore della pelletteria con prodotti di cruelty-free di qualità, senza dimenticare la sostenibilità, così come la tutela dei consumatori e dei lavoratori. Il fondatore è un architetto membro della squadra, Giampiero Tessitore, che ha dal 2014 collabora con vari Centri di Ricerca per analizzare le caratteristiche fisiche e meccaniche di diverse fibre vegetali, e la loro capacità di essere trasformate in materiali ecologici.

Un premio per la pelle d’uva

Il premio è stato consegnato al Stockholm City Hall la sera del 7 Aprile scorso, dove per celebrare l’evento si sono ritrovati tutti i concorrenti invitati a gustare una cena appena finita la premiazione. «Ci rallegra profondamente – queste le parole di Rossella Longobardo in occasione della premiazione – che una Fondazione così prestigiosa abbia riconosciuto il valore della nostra innovazione e abbia fortemente creduto in essa. Il nostro primo obiettivo sarà di concentrarci nel passaggio da un progetto pilota a una produzione su scala industriale del nostro tessuto e di iniziare una rivoluzione verde, cruelty-free all’interno del settore della pelletteria».

Il premio

Il primo premio messo in palio dalla Fondazione è pari a 300 mila euro per i primi arrivati, ma comprendendo i bottini degli altri quattro premiati si arriva a un milione di euro; una cifra non indifferente insomma, soprattutto se si considera che a scegliere i vincitori sono stati i voti online raccolti dal 27 Marzo al 2 Aprile.

Stiamo parlando in fondo di due temi che si sintetizzano perfettamente in Italia: il vino, di cui produciamo addirittura il 18% del totale globale, e la moda made in Italy, il settore fashion, da sempre apprezzato in tutto il mondo. L’idea di fondere questi due temi in una nuova realtà, che fa dell’innovazione uno dei suoi vessilli portanti, ha tutti i presupposti per un futuro radioso.

Fonti: ilsole24ore.com – vegealeather.com

TOPIC pellevino
Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.