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Pasta dei fratelli Cervi, il piatto simbolo della Liberazione

Pasta dei fratelli Cervi, il piatto simbolo della Liberazione

Se è difficile parlare di una vera e propria cucina partigiana, un piatto simbolo della Liberazione esiste ed è la pasta dei Fratelli Cervi

Durante la lotta contro i nazi-fascisti uno dei pochi momenti di tregua dei partigiani erano i pasti condivisi con i compagni. Un brodo caldo, un tozzo di pane e salame a volte bastavano per ricreare un’atmosfera di casa e dimenticare gli orrori della guerra. Dai memoriali e dalla letteratura sappiamo che i partigiani mangiavano piatti rapidi e il più possibile nutrienti. Ma se è difficile parlare di una vera e propria cucina partigiana, una pietanza simbolo della 25 aprile esiste eccome: ed è la pastasciutta dei fratelli Cervi.

piatti burro
@envatoelements

Come è fatta la pasta dei Fratelli Cervi

A livello culinario la pastasciutta dei fratelli Cervi non è nulla di particolare: si tratta in effetti di pasta fresca condita con burro e formaggio. Ma ciò che la rende speciale, è il momento in cui venne preparata e per chi.

25 luglio, 1943, la notizia della destituzione di Benito Mussolini riecheggia anche a Reggio Emilia. Qui nei giorni successivi all’arresto del Duce, sollevazioni operaie soppresse dall’esercito non fanno altro che preludere a un duro periodo di guerra civile. L’aria è tesa. Ma c’è comunque chi si illude, o spera, che la guerra sia finita.

Fra questi i sette fratelli Cervi, una famiglia di eroi partigiani della provincia emiliana, che, saputo della sfiducia al Duce mentre tornavano dai campi, organizzarono un gran convivio. Con l’aiuto di altri contadini si procurarono, infatti, della farina con cui le massaie prepararono chili e chili di pasta.

La storia dei fratelli Cervi

I fratelli Cervi, si chiamavano, dal più grande al più piccolo, Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore. Una volta pronta la pasta, insieme agli altri, caricarono i carri e si diressero verso la piazza di Campegine.

Con questi, distribuirono il pasto nel paese dando vita a una giornata definita da chi c’era indimenticabile. Pare che quel giorno a nessuno fu negato un boccone, nemmeno a una camicia nera che si trovava lì. Un piccolo momento di gioia prima della tempesta.

Sì, perché i Cervi, già fortemente antifascisti di famiglia, in poche settimane diventarono un temibile ed eroico gruppo partigiano. La loro cascina si trasformò in un porto sicuro per feriti e altri combattenti (anche soldati russi), mentre loro si attivavano per la lotta.

La fine eroica e il ricordo

Ma dopo numerose scorribande contro i nazifascisti i fratelli furono catturati in un rastrellamento a fine novembre 1943. Poi fucilati tutti e sette insieme, diventando subito dopo simboli della Resistenza.

Celebre la trasposizione cinematografica delle loro gesta, diretta dal regista Gianni Puccini nel 1968. Negli ultimi anni, poi, sono varie le ricorrenze in cui il 25 luglio, si ricordano i fratelli preparando la pastasciutta.

Che è associata non solo al giorno dell’armistizio, ma anche al 25 aprile. Una delle feste più importanti è La "Storica Pastasciutta Antifascista di Casa Cervi" che si tiene ogni 25 luglio presso l'Istituto Alcide Cervi (nome del padre dei fratelli) di Gattatico (Reggio Emilia).


Marco Vassallo
MARCO VASSALLO
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Giornalista professionista, sono cresciuto con la passione maniacale per il calcio e il tennis. Poi le strade della vita e l'amore per la buona tavola mi hanno portato ad occuparmi prevalentemente di cibo e vino.
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