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Parigi: ecco come la città sta combattendo l’inquinamento acustico

A Parigi l’inquinamento acustico raggiunge in molte zone livelli critici, ma ora la città punta sulla tecnologia per rendere il rumore più sopportabile.

Per gli abitanti di Parigi l’inquinamento acustico rappresenta una problematica con cui confrontarsi quotidianamente. Livelli eccessivi di rumore sono, però, una minaccia per la salute e le autorità stanno cercando di intervenire. La strategia è quella di puntare sulla tecnologia e su dei nuovi sensori soprannominati “meduse”. Ora si attendono i riscontri pratici ma la metropoli francese sembra pronta a diventare sempre più green.

Parigi inquinamento acustico
Foto: sergio souza @Pexels

Parigi e inquinamento acustico

L’inquinamento acustico rappresenta, purtroppo, una compagnia costante per molti. Secondo le stime 60 milioni di europei sono esposti a livelli di rumore troppo elevati e il peggio tocca agli abitanti di Parigi. La metropoli francese è, infatti, considerata la più rumorosa d’Europa, con 5.5 milioni di persone costantemente esposte a suoni di intensità superiore a 55 dB. Per Roma e Londra i valori toccano gli 1.7 e 2.6 milioni. Ciò si traduce in un potenziale significativo danno per la salute dei cittadini. L’organismo si trova, infatti, sottoposto a una continua condizione di stress e il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari aumenta.

Autovelox per il suono

Per combattere l’inquinamento acustico Parigi ha deciso di sfruttare la tecnologia. Grazie alle proteste corali dei residenti di Rue d’Avron, una delle vie più rumorose della città, le autorità hanno, infatti avviato un progetto pilota. Su un lampione è stato, infatti, installato un sensore capace di fare da radar sonoro, creato dall’associazione Bruitparif e altri ne sono stati aggiunti successivamente. Questi, soprannominati “meduse” per la loro forma, sono dotati di telecamera multidirezionale e di otto microfoni. Sono in grado, così, di individuare la provenienza del suono in tempo reale e con molta precisione. I dispositivi scattano, poi, foto alle targhe dei veicoli riconosciuti come troppo rumorosi e ciò comporterà, dal 2023, multe fino a 135 euro per i proprietari.

Il futuro

Per Parigi la lotta all’inquinamento acustico sembra ormai essere una priorità. L’impiego dei nuovi sensori si conferma parte di un piano già da tempo in atto per rendere la metropoli più green e pulita. In molte zone della città sono state, infatti, costruite barriere sonore e alcune strade sono state, persino, ricoperte con un modernissimo asfalto antirumore. In molte aree urbane i limiti di velocità sono stati portati a 30 km/h, mentre altre sono state del tutto chiuse al traffico. Ora le autorità puntano a un ulteriore riduzione del rumore del 37% entro il 2026.  La lotta è concentrata in particolar modo contro le motociclette. Si calcola, infatti, che un singolo scooter che attraversi Parigi di notte sia in grado di svegliare 10.000 persone.

Per gli abitanti di Parigi l’inquinamento acustico rappresenta, insomma, una vera e propria piaga di cui liberarsi. Ogni anno in Francia esso causa perdite di produttività per 147 miliardi di euro e provoca problemi di salute a milioni di persone. Pare proprio che, per una volta, il silenzio possa essere ritenuto la migliore delle melodie.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.