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Il parassita che controlla il cervello delle iene e mette in pericolo i cuccioli

Il Toxoplasma gondii è un parassita in grado di modificare il comportamento dei cuccioli di iena rendendoli delle prede più facili per i leoni.

La vita nella savana è difficile anche per i predatori che occupano i livelli più alti della catena alimentare. Ad esempio, i cuccioli di iena affetti da Toxoplasma gondii hanno un comportamento più imprudente rispetto ai propri coetanei non infetti e si avvicinano maggiormente e pericolosamente ai leoni. Questo è uno dei tanti casi in cui un parassita modifica il comportamento dell’ospite per raggiungere il proprio obiettivo, cioè la riproduzione.

Parassita delle iene
Fonte: Pixabay

Toxoplasma gondii

Il Toxoplasma gondii è un parassita unicellulare che provoca la malattia chiamata toxoplasmosi. Il parassita infetta molti animali vertebrati, in particolare mammifere ed uccelli. E’ in grado di infettare anche l’uomo, ma al momento non ci sono prove che sia in grado di modificarne il comportamento come avviene invece per altre specie, come ad esempio i topi o le iene.

Al momento il pericolo maggiore per l’essere umano causato dalla toxoplasmosi è la possibilità di provocare delle deformazioni nei feti. Proprio per questo motivo è sconsigliato alle donne in gravidanza di pulire la lettiera dei gatti, dove sono presenti le feci dei nostri amici a quattro zampe e, potenzialmente, il Toxoplasma gondii.

Ripercussioni sulle iene

La iena è uno dei predatori più temuti della savana ed occupa i livelli più alti della catena alimentare. E’ un animale che da adulto ha ben pochi predatori, ma da cucciolo è vulnerabile, soprattutto dai leoni. Il Toxoplasma gondii modifica il comportamento dei cuccioli di iena e li rende meno cauti nei confronti del “re della savana”.

Perché i cuccioli di iena si avvicinano proprio ai leoni? La risposta risiede nel ciclo riproduttivo di Toxoplasma gondii. Infatti, il parassita si riproduce solo nell’intestino dei felini. Non è un caso che altri animali infettati si avvicinano ad altre specie appartenenti ai felini. Ad esempio, i roditori infettati sono attratti dall’odore dell’urina dei gatti e si avvicinano ad essa, esponendosi così alla predazione da parte dei gatti.

Iene e il Toxoplasma Gondii
Fonte: Pixabay

La ricerca sui cuccioli di iena

A tal proposito sono stati raccolti numerosi dati per uno studio svolto nella riserva nazionale Masai Mara (Kenya). I ricercatori hanno utilizzato le evidenze messe insieme in oltre dieci anni di lavoro con il Mara Hyena Project che ha permesso di localizzare le singole iene, avere informazioni sull’età, la loro vicinanza ad altri animali e avere dei campioni per verificare se fossero affetti da Toxoplasma gondii.

La ricerca ha verificato che un terzo dei cuccioli affetti da Toxoplasma gondii si avvicinavano ai grandi felini fino a 43 metri, diventando così una facile preda. Al contrario, i cuccioli non infettati dal parassita mantenevano una distanza pari o superiore ai 91 metri. Tuttavia, nonostante la presenza del parassita, i ricercatori hanno notato che le differenze nel comportamento scomparivano dopo un anno di età. Gli studiosi hanno ipotizzato che i cuccioli riuscivano comunque ad apprendere i comportamenti rischiosi e quali invece fossero utili per sopravvivere.

Gli studi nei confronti del parassita che modifica il comportamento di altre specie, come nel caso dei cuccioli delle iene, sono di particolare interesse. Non solo perché si scoprono aspetti curiosi della natura e dell’evoluzione, ma anche perché si può fare luce su degli aspetti più sinistri. Ad esempio, gli effetti di Toxoplasma gondii sull’uomo sembrano innocui, tuttavia ci sono delle prove controverse in cui sembra che gli esseri umani affetti da questo parassita siano più spericolati.

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Una passione per la natura coltivata fin da piccolo mi ha condotto a studiare Scienze dell’Ambiente e della Natura ma, in seguito ad un sogno rivelatorio (se si vuole credere a questa versione), mi sono ritrovato con carta, penna ed un sogno nel cassetto.