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ONU vs olio e Parmigiano: non c’è nessuna guerra

Avrete sicuramente sentito della guerra che l’ONU avrebbe dichiarato all’olio d’oliva e al parmigiano. Ma cosa è stato detto esattamente a riguardo?

È proprio vero che l’ONU ha dichiarato guerra a prodotti italiani come l’olio e il Parmigiano, accostandoli addirittura al fumo? In rete si trovano molti articoli che dipingono uno scenario di lotta e accusa tra l’OMS, l’Organizzazione delle Nazioni Unite e alcuni prodotti tipici italiani, ma cosa è successo esattamente?

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ONU dichiara guerra alle malattie non trasmissibili

Tutto nasce da un report pubblicato dall’OMS lo scorso giugno, in cui si faceva riferimento a raccomandazioni rivolte ai diversi Paesi della coalizione per ridurre – almeno di un terzo – le morti per le malattie non trasmissibili. Queste comprendono, fondamentalmente, patologie come il diabete, le malattie cardiache, osteoporosi e tante altre, non legate a agenti infettivi.

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L’ONU riconosce che sono stati già fatti molti passi avanti per prevenire queste malattie, ma c’è ancora molto da fare: la Commissione sottolinea che «Esiste un consenso internazionale sul fatto che le morti delle malattie non trasmissibili possono essere ampiamente prevenute o ritardate implementando una serie di interventi economicamente convenienti, accessibili e basati su prove.»

Chi attacca direttamente olio e Parmigiano?

Tra gli interventi del paragrafo qui sopra ci sarebbe anche da segnalare, nelle etichette di determinati alimenti, il pericolo che questi possono causare alla salute. È qui che lo scontro si inasprisce: né l’ONU né l’OMS fanno direttamente riferimento a alimenti italiani come olio e Parmigiano, ma parlano di alimenti che possono essere dannosi per la salute.

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Dal canto loro Italia e Stati Uniti sembrano rifiutare l’idea che possano esistere cibi malsani in assoluto, per tanto «non hanno approvato la serie aggiornata di migliori acquisti e altri interventi raccomandati per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili.»

Va quindi sottolineato che né l’ONU né l’OMS hanno attaccato direttamente i cibi italiani. Non si può però tralasciare che, in alcuni passaggi report, l’ONU propone una tassazione supplementare per quei cibi la cui dannosità, anche parziale, è stata provata.

Fonti: BUTAC – Report «Time to Deliver» – Report «Preparation for the third High-level Meeting of the General Assembly on the Prevention and Control of Non-communicable Diseases, to be held in 2018»

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.