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Oceani: organismi marini a rischio estinzione di massa a causa del clima

Oceani: organismi marini a rischio estinzione di massa a causa del clima

Gli oceani potrebbero presto essere colpiti da una drammatica estinzione di massa, ma la finestra d’intervento non è ancora chiusa

La vita negli oceani è a rischio da tempo e ora all’orizzonte si staglia il fantasma di un’estinzione di massa. L’allarme è stato dato da uno studio pubblicato in Science, che ha cercato di capire quale sarà l’impatto del riscaldamento globale sugli organismi marini. I dati fanno paura, ma la possibilità di cambiare il corso della storia del pianeta esiste ed è nelle mani dell’uomo.

oceani estinzione di massa
Foto: Oleg Magni @Pexels

Lo studio

Ad avvertire di quanto sia concreto il pericolo che gli oceani debbano affrontare un’estinzione di massa ci ha pensato un team dell’Università di Princeton. I ricercatori hanno costruito dei modelli per predire quanto accadrà nel prossimo futuro della Terra, basandosi su diversi scenari relativi a emissioni e aumenti di temperatura. L’obiettivo era mettere in relazione i cambiamenti che si verificheranno negli ecosistemi con i limiti fisiologici degli organismi. Gli studiosi hanno, poi, guardato alla più grande perdita di vita mai avvenuta sul pianeta. Si sono, cioè, concentrati sulla “Great Dying” di 250 milioni di anni fa che segnò la fine del Permiano. Allora un aumento delle temperature, determinato da devastanti eruzioni vulcaniche, aveva causato la scomparsa dell’81% delle creature marine.

Estinzione di massa?

I ricercatori hanno certificato che a determinare la grande estinzione di massa del Permiano negli oceani furono aumento di temperatura e diminuzione dell’ossigeno nelle acque. Tali cambiamenti si stanno verificando anche oggi a causa, stavolta, del cambiamento climatico. Se le emissioni di gas serra dovessero continuare ad aumentare entro il 2300 raggiungeremmo i livelli del Permiano. A causa delle elevate temperature gli organismi avrebbero bisogno di più ossigeno. Acque più calde ne sarebbero, però, più sfornite e ciò porterebbe a una strage. Molti animali si sposterebbero a latitudini maggiori. I tropici perderebbero, così, gran parte della biodiversità. Le specie polari vedrebbero, invece, scomparire la propria nicchia climatica.

Il futuro

Il fatto che gli oceani siano sull’orlo di un’estinzione di massa inquieta, ma fermarsi allo sgomento non è utile. I ricercatori hanno specificato che i margini di intervento non mancano. Rispettare quanto stabilito dal Paris Agreement e mantenere, quindi, l’aumento di temperatura terrestre al di sotto dei 2°C è, però, l’unica via. Ciò consentirebbe di salvare il 70% delle specie. È importante, comunque, ricordare che il lavoro non ha potuto tenere conto di altri fattori con cui l’uomo esercita pressione sugli ecosistemi. Tra questi rientrano pesca eccessiva e distruzione degli habitat. Progredire nella ricerca sui singoli organismi rimane, poi, necessario, per mettere a punto piani specifici.

Evitare che oceani e organismi marini vadano incontro a un’estinzione di massa è vitale. Questi ambienti, oltre a essere una straordinaria culla di biodiversità, svolgono per l’umanità servizi impareggiabili. Il loro ruolo nel sequestro del carbonio è paragonabile solo alla loro importanza nella fornitura di cibo. Il rischio di trovarsi in cattive acque non è mai apparso tanto concretamente spaventoso.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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