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Nuovo sbiancamento di massa della Grande Barriera Corallina, futuro in pericolo

Un nuovo sbiancamento di massa ha colpito la Grande Barriera Corallina e ora la paura è che l’impatto del cambiamento climatico si riveli troppo esteso.

La Grande Barriera Corallina è sempre più in pericolo e a testimoniarlo ci pensano gli ultimi report secondo cui essa sarebbe stata colpita nuovamente da uno sbiancamento di massa. Eventi simili non sono purtroppo, ormai, rari anche se per l’uomo definirli è ancora complesso. Ora in molti puntano il dito contro l’operato del governo australiano e il futuro di un ecosistema straordinario appare appeso a un filo.

sbiancamento barriera corallina

Sbiancamento della Grande Barriera Corallina

La Grande Barriera Corallina in Australia è il più esteso ecosistema di questo tipo. Formata da 2.900 barriere singole, essa occupa una superficie di 348.700 km2, lungo 2.400 km circa. Secondo quanto riportato dalla Great Barrier Reef Marine Park Authority ora si sarebbe verificato un nuovo sbiancamento di massa. Questi fenomeni consistono nell’espulsione da parte dei coralli delle alghe unicellulari zooxanthellae, responsabili dei loro colori brillanti e della loro sopravvivenza. Tale dinamica si innesca in risposta ad alterazioni degli equilibri termici. I voli di ricognizione hanno lanciato l’allarme in particolare per la parte centrale della Grande Barriera Corallina, ma hanno certificato che l’intero ecosistema è sottoposto a livelli di stress che vanno da moderati ad acuti.

Uno sbiancamento di massa

I dati sullo sbiancamento di cui sono stati vittime moltissimi coralli della Grande Barriera Corallina sono allarmanti. Si tratta infatti, del sesto fenomeno di massa negli ultimi anni, dopo quelli di 1998, 2002, 2016, 2017 e 2020. Il quadro, poi, è reso ancora più preoccupante dal fatto che l’evento sia avvenuto durante La Nina, che mantiene le acque degli oceani più fresche. I maggiori livelli di stress termico vengono, di solito, raggiunti nella prima metà di marzo. Gli scienziati hanno però iniziato a individuare segnali inquietanti già al termine di un’ondata di calore da record a dicembre. Dopo una breve tregua la situazione è precipitata. Oggi la temperatura delle acque è al di sopra della media di 1-2 °C lungo tutto la barriera e i fenomeni di sbiancamento si susseguono.

Il futuro della Grande Barriera Corallina

I dati sullo sbiancamento di massa che sta colpendo la Grande Barriera Corallina aprono quesiti importanti. Greenpeace ha, infatti, ricordato che tali ecosistemi sono vicini al limite. Ulteriori margini di adattamento appaiono difficilmente contemplabili e intervenire sui problemi alla radice rappresenta l’unica soluzione. In Australia molti chiedono allora che il governo metta a punto piani concreti per la riduzione delle emissioni. Quanto fatto finora è ritenuto insufficiente, così come i tentativi di tamponare i danni. Il report arriva per altro alla vigilia di una missione di monitoraggio delle Nazioni Unite. Il rischio è che da patrimonio dell’Unesco il sito venga classificato come in pericolo, proprio a causa dell’impatto del riscaldamento globale.

Guardare ai fenomeni di sbiancamento che hanno colpito la Gande Barriera Corallina negli ultimi anni non può che generare inquietudine. L’uomo sta mettendo in pericolo un ecosistema unico, capace di attirare turisti da ogni dove, che custodisce una grande quantità di biodiversità. Dire che le prospettive non sono rosee non è mai apparso così letteralmente e drammaticamente vero.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.