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Nuova vernice super bianca: grandi vantaggi per il clima

Grazie alla nuova vernice super bianca raffreddare gli edifici diventerà molto più semplice. A trarne beneficio saranno umanità, ambiente e pianeta.

Un gruppo di ricercatori sta per introdurre sul mercato una vernice super bianca in grado di favorire la refrigerazione degli edifici. I lavori sono in fase di svolgimento, ma le potenzialità del pigmento si sono già dimostrate altissime. La pittura potrebbe rivelarsi un’arma fondamentale nella lotta al cambiamento climatico e, sebbene non manchino le perplessità su costi e tenuta, gli scienziati sono ottimisti.

Vernice super bianca

La vernice super bianca:

Da tempo l’utilizzo di tinture bianche è considerato un valido aiuto per la lotta alla calura, ma ora i ricercatori della Purdue University hanno compiuto un ulteriore passo. La vernice super bianca da loro ottenuta è infatti in grado di riflettere il 98% delle radiazioni solari. Le tinture tradizionali raggiungono l’80-90% e anche i tentativi precedenti del team si erano fermati al 95.5%. La pittura è composta per il 60% da solfato di bario, generalmente impiegato per carta fotografica e cosmetici. A differenza del biossido di titanio non assorbe i raggi UV. Le particelle del pigmento sono poi di varie dimensioni, per riflettere le diverse lunghezze d’onda della luce solare.

Le potenzialità:

La vernice super bianca si è già dimostrata nettamente superiore a quelle in commercio. Può infatti, garantire agli edifici una temperatura di 4.5° C inferiore rispetto a quella dell’ambiente, anche in pieno sole. Xiulin Ruan, leader dello studio, ha spiegato che tingendo un tetto di 93 m2 con la vernice super bianca si eguaglierebbe il potere refrigerante di 10 kilowatt. Si tratta di una potenza superiore a quella di molti sistemi di condizionamento, traducibile in un notevole risparmio di emissioni. Il pigmento riflette, poi, le radiazioni disperdendole nello spazio e non nell’atmosfera. Secondo Ruan, dunque, ricoprire l’1% della superficie terrestre con questa pittura potrebbe essere determinante nel contesto del riscaldamento globale.

Perplessità e ottimismo:

La nuova vernice super bianca ha già sollevato diversi interrogativi. Lukas Schertel della Cambridge University nutre dei dubbi sui costi legati all’alta concentrazione del pigmento. Ruan ha spiegato che il team è alla ricerca di nuovi materiali per un’applicazione agevole in strati più sottili. Alcuni sono poi preoccupati per possibili danni alla vista. La riflessione diffusa farà in realtà in modo che gli edifici siano solo percepiti come leggermente più chiari. La sfida più grande riguarda ora la tenuta della vernice esposta a smog, sporcizia e intemperie, su cui sono in corso test.

La nuova vernice super bianca apre interessanti prospettive, anche se il lavoro da fare è ancora molto. Andrew Parnell, della University of Sheffield, ritiene per esempio necessario un rapporto sull’impatto ambientale del solfato di bario. Ridurre le emissioni di una componente importante come quella degli edifici è, però, sicuramente fondamentale. Nella lotta al cambiamento climatico l’espressione “sventolare bandiera bianca” non appare proprio sinonimo di resa.

REDAZIONE
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