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Non solo cosmesi: è possibile riutilizzare le vinacce anche per l’alimentazione

È possibile riutilizzare le vinacce e altri scarti della vinificazione anche per nuovi prodotti alimentari

Le vinacce sono quello che rimane dell’uva dopo il processo di produzione del vino. In genere considerate un sottoprodotto di scarto della produzione. Storicamente hanno trovato alcuni riutilizzi; in particolare per la produzione di prodotti cosmetici, medici e, in alcuni casi di distillati come la grappa. Spesso vengono utilizzate anche come biomassa per la produzione di energia. Un nuovo studio che arriva dagli Stati Uniti ha mostrato invece come le vinacce sarebbero un vero e proprio tesoro di nutrienti.

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Riutilizzare le vinacce come alimento

Un gruppo di ricercatori della Università Cornell, nello stato di New York è convinto della possibilità di riutilizzare le vinacce per prodotti alimentari. Le vinacce infatti sono ricche composti chiave utili per il nostro organismo. Proprio la presenza di questi composti è il motivo per cui spesso le vinacce vengono riutilizzate nel campo della cosmesi con funzione depurante e di contrasto all’invecchiamento della pelle. Eppure, per i ricercatori americani, esisterebbe un enorme potenziale per “riciclare” le vinacce anche nell’industria alimentare.

Il ruolo degli stilbeni

In un articolo pubblicato sulla rivista Nutrients gli scienziati hanno ipotizzato la possibilità di estrarre composti chiave dalle vinacce e poterli riutilizzare in altri alimenti. In particolare alcuni stilbeni, composti molecolari presenti nelle piante, possono influenzare positivamente l’intestino e il microbioma dello stomaco. Polifenoli e resveratrolo possono avere benefici per il cuore e la salute umana. Il meccanismo di come questi composti funzionano negli organismi viventi non era chiaro fino ad ora, ma i ricercatori hanno provato a dare una risposta anche a questo quesito.

Vinacce in futuro

Come parte dello studio, il gruppo di ricerca ha selezionato i vitigni tipici della regione dei Finger Lakes nello stato di New York, dove esiste una solida economia vinicola. Per i test il team ha utilizzato Vitis vinifera, Vitis labruscana e un altro ibrido. Obiettivo: associare i risultati a possibili benefici del consumo di vinacce e altri residui della produzione di vino come alimento quotidiano. Studi precedenti hanno suggerito che la vinaccia di uva rossa è ricca anche di oligosaccaridi e avrebbe grandi potenzialità per applicazioni commerciali come la conservazione degli alimenti.

Secondo Elad Tako, professore associato di scienze alimentari presso l’Università Cornell, i risultati mostrerebbero come sarebbe possibile: “Esplorare il riutilizzo delle vinacce come potenziale ingrediente nei prodotti alimentari per uomini e animali” ha spiegato. Questo perché: “Le vinacce sono anche ricche di fibre oltre che a stilbeni e polifenoli”. Insomma, non più un prodotto di scarto ma un vero tesoro da tenere in considerazione non solo per grappe o prodotti cosmetici.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.