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Moria di maiali negli allevamenti USA: la selezione è andata oltre?

I maiali negli allevamenti intensivi USA non se la stanno vedendo bene: le femmine, dette scrofe, sono colpite da una vera e propria moria, e la colpa potrebbe essere della selezione.

È in corso una moria di maiali negli allevamenti USA, un aumento lento ma costante di decessi delle scrofe, passato dal 5.8% al 10.2% in tre anni, dal 2013 al 2016. Diversi esperti del settore si sono dedicati al problema per riuscire a capirne la causa, ma non esiste ancora una risposta univoca. Mary Temple Grandin, professoressa alla Colorado State University, crede che il problema possa essere legato alla selezione che abbiamo esercitato su questi animali.

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Perché i maiali muoiono

È da qualche anno che si è cominciato a vedere crescere in maniera graduale il problema. A colpire in maniera sempre più evidente la popolazione femminile di maiali statunitensi è il prolasso, una condizione che può coinvolgere l’utero e il resto dell’apparato riproduttore femminile. Si tratta di un collasso di per sé non sempre mortale di questi organi, può causare infezioni e spesso costringe gli allevatori a ricorrere all’eutanasia.

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Negli ultimi anni si è calcolato che le morti per questo disturbo hanno contribuito tra il 25% e il 50% ai decessi complessivi dei maiali. A fronte di questi dati allarmanti sono stati condotti degli studi, anche estensivi, ma ancora oggi non si capisce esattamente quale sia la causa di questi problemi. Alcuni puntano il dito sulla dieta troppo energetica, chi su micotossine, chi ancora sulla mancanza di vitamine. Ma la professoressa Mary Temple Grandin pensa che il problema sia nella selezione, e in particolare nella contraddizione che si verifica tra i tratti che cerchiamo di far emergere negli animali.

L’ossimoro della selezione

Il problema è relativamente semplice da comprendere: per anni abbiamo selezionato i maiali affinché avessero alcune particolari caratteristiche, come una scarsa quantità di grasso sulla schiena, poco gradito dai consumatori. Gli animali dovevano avere anche delle grossi lombi, ha spiegato Mary Temple Grandin, muscoli sempre situati sulla schiena e dovevano guadagnare peso velocemente. Oggi sono selezionati per dare alla luce oltre 23 maialini all’anno.

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Secondo Leah Garces, direttrice esecutiva del Compassion in World Farming per la sezione USA, nei maiali si è verificata una contraddizione nella selezione. I maiali sono stati selezionati per avere una massa muscolare di un certo tipo, ma anche per avere una prole numerosissima. Il fisico degli animali però non riesce più a reggere questa quantità di maialini e gli organi non supportati da grasso e muscoli cedono. Se si somma questo problema ai vari allarmi che vengono lanciati riguardo i maiali cinesi e la peste suina africana che potrebbe diffondersi anche in Italia, risulta evidente come la situazione possa diventare preoccupante.

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.