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Le microplastiche rendono altri inquinanti fino a 10 volte più tossici

Le microplastiche presenti nell’ambiente possono aumentare il fattore di tossicità di altre sostanze inquinanti, secondo una recente ricerca.

Un’altra ragione in più per temere le microplastiche. Le microscopiche particelle di plastica che stanno sempre più inquinando l’ambiente in cui viviamo non solo avrebbero effetti sconosciuti sulla salute degli organismi viventi ma, avrebbero anche la capacità di moltiplicare gli effetti di tossicità di altri inquinanti presenti in natura. L’allarme arriva dall’Università di Tel Aviv in Israele dove, secondo un nuovo studio le microplastiche funzionerebbero come una sorta di amplificatore degli effetti altri inquinanti.

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Foto: PxFuel

Inquinanti più tossici per colpa delle microplastiche

Le microplastiche sono microscopici frammenti di plastica frutto della disgregazione dei rifiuti plastici abbandonati nell’ambiente. Sono ovunque: dagli oceani, alla cima delle montagne fino nel sangue di uomini e animali. Per lo studio i ricercatori hanno esaminato l’intero ciclo di vita delle microplastiche, dalla loro formazione fino all’interazione con altri inquinanti presenti negli oceani. Le microplastiche presenti negli oceani e negli ambienti marini avrebbero un ulteriore effetto collaterale: renderebbero altri inquinanti fino a 10 volte più tossici.

Cosa significa per l’ambiente?

La ricerca mostrerebbe come anche concentrazioni basse di inquinanti che non sarebbero generalmente considerate tossiche per l’uomo, una volta entrate in contatto con le microplastiche diventerebbero estremamente più pericolose. In sostanza, le microplastiche funzionerebbero da “magnete”, attirando le sostanze inquinanti e concentrandole sulla superficie delle particelle. Una volta ingerite da animali o uomini attraverso la catena alimentare rilascerebbero queste sostanze inquinanti in forma concentrata aumentandone la tossicità di almeno un ordine di grandezza.

Il rischio delle microplastiche

Recentemente sempre più attenzione si sta ponendo sul rischio per l’ambiente portato dai rifiuti plastici, non solo per l’inquinamento visibile, ma per quello più subdolo e invisibile portato dalle microplastiche. La loro capacità di permeare l’ambiente ed entrare nella catena alimentare fino a finire all’uomo è fonte di enormi preoccupazioni. Studi recenti suggerirebbero infatti come alte concentrazioni di microplastiche nell’organismo potrebbero avere effetti nocivi sulle cellule.

Secondo la dottoressa Ines Zucker che ha condotto la ricerca, si tratterebbe di: “Un promemoria delle terribili conseguenze dell’inquinamento dell’ambiente marino e terrestre da parte della plastica. Nonostante ci sia una crescente consapevolezza del problema” spiega “le misure preventive sul campo sono ancora lontane dall’avere un risultato significativo”.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.