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Meno spreco alimentare con la frutta che sorride

Per ridurre lo spreco alimentare di frutta e verdura rendere più umano il loro aspetto potrebbe fare la differenza secondo una ricerca americana.

Contro lo spreco alimentare la soluzione sarebbe frutta felice, o almeno una frutta resa «più umana». Ne sono convinti i ricercatori dell’Università di Huston dopo i risultati di una ricerca mirata a capire gli effetti sui consumatori dell’atto di mostrare frutta e verdura con tratti e comportamenti umani.

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Ancora troppo spreco alimentare di frutta e verdura

Nella nostra società spesso «bellezza» è sinonimo di «qualità». Questa associazione è spesso controproducente nel settore alimentare dove circa 1.3 miliardi di tonnellate di cibo vengono gettate ogni anno solo per colpa del loro aspetto non sempre in linea con lo standard della perfezione. Oltre che un dilemma etico, quello dello spreco alimentare è anche un concreto costo ambientale. I ricercatori americani potrebbero tuttavia avere una soluzione in grado di mitigare, almeno in parte, il problema grazie alla frutta che sorride. 

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Antropomorfizzare significa attribuire tratti e atteggiamenti umani a oggetti che umani non sono. Nel loro lavoro pubblicato sulla rivista Journal of the Association for Consumer Research, gli scienziati hanno mostrato come rendere più umano il prodotto, ritraendo ad esempio frutta felice che sorride o verdura in forme e comportamenti tipicamente umani, può aiutare a ridurre lo spreco alimentare.

Banane in spiaggia e frutta che sorride

Nel loro esperimento, ad esempio, alcune banane dall’aspetto non perfetto sono state mostrate a prendere felicemente il sole su una sdraio o fette di cetrioli sono state utilizzate per creare un volto umano sorridente. Questo avrebbe contribuito a creare una connessione emotiva con i consumatori, dando così un valore anche a quei prodotti dall’aspetto non in linea con lo standard di bellezza.

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Nello studio i partecipanti a cui è stato mostrato un prodotto imperfetto ma umanizzato lo hanno giudicato più desiderabile per l’acquisto rispetto a coloro a cui semplicemente è stata mostrata frutta e verdura non perfetta. L’umanizzazione dei prodotti già freschi e dall’aspetto in linea con lo standard non ha avuto invece alcun impatto significativo sulla percezione dei consumatori. Per i ricercatori, contro lo spreco alimentare, mostrare frutta felice che sorride o verdura in atteggiamenti umani potrebbe diventare una solida strategia per riuscire a vendere anche prodotti non esattamente perfetti.

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