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Maiali e agricoltura biologica, un’alleanza vincente

L’utilizzo dei maiali nell’agricoltura biologica è una soluzione praticata da un numero crescente di agricoltori, con benefici per gli animali e le colture.

Maiali e agricoltura biologica potrebbero presto costituire un sodalizio irrinunciabile per gli agricoltori e gli allevatori. I vantaggi che derivano dall’inserimento dei suini nelle rotazioni delle colture sono evidenti, ottimizzando la produzione e migliorando anche il benessere degli animali d’allevamento.

maiali agricoltura biologica

Con i maiali meno sostanze chimiche nell’agricoltura biologica

Si tratta di una constatazione fatta in primo luogo dagli agricoltori e dagli allevatori: l’accoppiata maiali e agricoltura biologica funziona molto bene. Il punto della questione riguarda l’inserimento dei maiali nelle logiche di rotazione delle colture. Lasciare razzolare i suini nei campi prima dell’aratura e della semina, sembra portare dei benefici non indifferenti. In primo luogo, i maiali svolgono un’importante attività erbicida – così come fanno gli ovini, anch’essi spesso utilizzati nell’agricoltura biologica – ma non è tutto. L’attività dei suini, infatti, contribuisce a migliorare la qualità del terreno, grazie alla loro capacità di movimentarlo e fertilizzarlo.

La pulizia operata dai maiali sui campi è profonda e non riguarda solo le erbacce infestanti, arrivando anche alle radici. Dopo il loro passaggio è possibile accedere a un campo perfettamente «pulito», su cui i benefici perdureranno fino a tre anni. Come già accennato, poi, l’incontro tra maiali e agricoltura biologica comporta dei vantaggi anche per gli animali che potranno godere dei benefici del poter razzolare liberamente. Tuttavia, è l’ottimizzazione la vera protagonista di questa strategia vincente: l’agricoltore avvalendosi dei maiale ottiene più vantaggi allo stesso tempo, rendendo più efficiente l’utilizzo del terreno e delle risorse per l’allevamento degli animali.

L’impiego dei maiali nell’agricoltura biologica solleva inoltre i terreni dalla necessità di un eccessivo trattamento, tutelando così la salute delle falde acquifere e della stessa terra, così come della biodiversità dell’area agricola.

REDAZIONE
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