CulturaScienzaStoria

L’ossimoro degli igloo, le case di ghiaccio che riscaldano

Viaggio alla scoperta delle famose cupole bianche e di chi, per secoli, le ha abitate creando veri e propri ripari dalle intemperie.

Vi siete mai chiesti com’è possibile stare al caldo in una casa fatta completamente di ghiaccio? Non si tratta di fantascienza o leggenda, fino a pochi decenni fa gli igloo erano davvero l’unica salvezza per gli Inuit. Oggi le cose sono cambiate e queste simpatiche capanne sono perlopiù attrazioni per turisti curiosi o, sporadicamente, rifugi temporanei. Vediamo come venivano costruiti e per quale bizzarra ragione siano così accoglienti.

L’ossimoro degli igloo, le case di ghiaccio che riscaldano

Prima di iniziare è doverosa una precisazione: in lingua inuktitut, quella parlata dagli Inuit, igloo (o iglù) indica ogni tipo di casa, mentre igluvigaq indica la capanna di neve; sarebbe dunque più corretto usare questo termine. Per comodità però continueremo a usare la parola igloo, a tutti nota.

Che fine hanno fatto gli Inuit?

Gli Inuit, popolazioni artiche, vivono oggi in Siberia, Alaska, Canada e Groenlandia, all’interno di abitazioni che noi considereremmo normali. Non è però sempre stato così: le zone artiche un tempo erano isolate dal resto del mondo, e solo dopo la seconda Guerra Mondiale sono state riscoperte come zone strategiche, utili per unire Paesi politicamente parlando molto distanti tra loro. Da questo momento, intorno agli anni Cinquanta-Sessanta, ci sarà un boom demografico che costringerà gli Inuit ad abbandonare la caccia e la pesca e ad accettare di vivere in vere e proprie piccole città costruite per loro e dotate di ospedali e scuole.

Che fine hanno fatto gli Inuit?

Ghiaccio caldo

Gli igloo, dicevamo, sono formati da centinaia di mattoni di ghiaccio i quali vengono limati maggiormente in prossimità della calotta; per il ricambio d’aria vi sono piccoli fori di ventilazione, uno di questi, più grande, è posto al centro del soffitto e fa da comignolo qualora venisse acceso un falò. Tutta la parte restante della struttura poi, è ben chiusa, e resa solida dalla neve fresca che ricopre e cristallizza l’intera abitazione. Se pensate che all’interno vi sia una sola grande stanza resterete sorpresi nello scoprire che vi possono essere addirittura molti locali connessi tra di loro da diversi tunnel.

Ghiaccio caldo

Entrando in un igloo ci si può rendere piacevolmente conto che non è poi così freddo, anzi, nonostante fuori ci possano essere anche -50°C, la temperatura interna si aggirerà tra i -7°C e i +16°C. Ciò è possibile per svariati motivi: grazie alle caratteristiche del ghiaccio che, contenendo all’interno dell’aria, assicura l’isolamento termico; grazie alla presenza di almeno due persone e del loro calore umano che sono sufficienti per riscaldare un ambiente piuttosto ristretto; infine grazie al fuoco acceso, quasi sempre presente al centro della stanza.

Gli igloo oggi

Oggi gli igloo, come abbiamo già detto, non sono più le residenze principali degli Inuit; talvolta vengono usati dai locali per avere un appoggio durante la pesca, talvolta invece ospitano turisti desiderosi di vivere per una notte circondati dai ghiacci. Questa nuova moda ha talmente preso piede che sono sempre di più i posti dove fare un’esperienza simile, magari con tutti, o quasi, gli agi di un albergo di lusso, dalla vasca idromassaggio alla vetrata con vista sul cielo stellato. Il prossimo inverno sapete già dove andare in vacanza, no? Tranquilli non serve spostarsi troppo lontano, anche da noi, in Italia, non mancano.

Fonti: meccanicaweb.it – focus.it – wikipedia.org – wateronline.info – pbs.org

TOPIC iglooInuit
blank

Allegra di nome e di fatto, ho 22 anni, studio Scienze Gastronomiche e non so ancora cosa fare della mia vita se non girare il mondo per riempirmi gli occhi e la bocca di cose buone.