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L’Italia fuori dal carbone entro il 2025, un possibilità concreta

Una ricerca del WWF mostra come il nostro paese possa eliminare l’utilizzo del carbone per la produzione di energia elettrica entro il 2025 senza dover costruire nuovi impianti.


L’Italia vuole dire addio al carbone, seguendo un trend virtuoso che sta già prendendo piede in Europa. Il carbone da tempo impatta solo minimamente sulla quantità di energia elettrica prodotta annualmente, mentre causa ben il 40% delle emissioni del settore. Un percorso ambizioso ma percorribile, senza effetti collaterali evidenti per l’economia reale.

L Italia fuori dal carbone entro il 2025 un possibilita concreta

Cosa vuol dire eliminare il carbone?

La chiusura di tutte le centrali elettriche a carbone entro il 2025 è una possibilità concreta che inciderebbe sui prezzi dell’energia marginalmente solo in un primo periodo. Ciò non avrebbe alcun impatto sulla rete di produzione, dal momento che non sarebbe necessario aumentare il numero di centrali a gas, puntando invece sull’innovazione dei sistemi di accumulo e sulle fonti sostenibili. Il piano risulterebbe sostenibile economicamente grazie al risparmio dovuto al mancato acquisto dei permessi di emissione. L’impatto ambientale di tutto l’impianto produttivo italiano subirebbe una netta riduzione, risparmiando all’atmosfera ben 20 mila tonnellate di CO2 l’anno.

Centrale termoelettrica a carbone

Secondo la ricerca, il superamento del carbone, risulterebbe possibile grazie allo sviluppo di sistemi di accumulo di oltre 1.000 MW, di cui 250 dedicati solo alla Sardegna, L’isola risulta un punto critico per il sistema elettrico italiano, e l’ipotesi sarebbe quella di affiancare il nuovo sistema di stoccaggio con un potenziamento dei collegamenti con la penisola e con lo sviluppo delle fonti rinnovabili. L’attenzione verso le emissioni in tutti i settori, dall’industriale al privato, è un tema sempre più saliente del nostro tempo ed è rassicurante vedere come l’Europa abbia ben chiara la direzione da prendere, a dispetto di altri paesi del mondo in cui il problema delle emissioni non è ancora trattato con la giusta attenzione. Un segnale di speranza verso un futuro più pulito.

Fonti: lifegate – ansa

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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.