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Le poesie più famose sul Sole

Le poesie più famose sul Sole

Da Charles Baudelaire a Pablo Neruda andiamo a scoprire insieme le poesie più famose sul Sole e sulla sua capacità di illuminare ogni cosa.

Il Sole è presupposto e parte della nostra vita sulla Terra e non stupisce che a esso siano dedicate alcune delle poesie più famose della letteratura. Alcuni autori si sono concentrati su quanto l’astro sappia ricordarci che la luce è sempre pronta rischiarare il buio più profondo, mentre altri hanno insistito sull’altro volto della stella, capace di irradiare calore al punto da bruciare ogni cosa. Scopriamo allora insieme alcuni brani.

Le poesie più famose sul Sole
@envatoelements

“Il Sole” di Charles Baudelaire 

Lungo il vecchio sobborgo dove ignote lussurie 
covan dietro le pendule imposte dei tuguri, 
quando il Sole al suo culmine picchia senza pietà 
sui tetti e sulle biade, sui campi e la città, 
io da solo m’esercito in un duello astruso, 
e avventurose rime in ogni angolo annuso; 
nelle parole inciampo come su un basolato; 
urto a volte in un verso lungamente sognato. 

L’almo Sole, nemico d’ogni aspetto languente, 
vermi e rose nei campi desta paternamente: 
lui discioglie nell’etere come fumo i rovelli, 
ricolmando di miele alveari e cervelli;
lui rende mansueti e giocondi gli storpi, 
come fanciulle, e ne ringiovanisce i corpi; 
per lui crescon le messi, è lui che matura 
nel sempre rinascente cuore della natura. 

Quando, come un poeta, discende nelle vie, 
dà luce anche alle cose più sordide e restie, 
e a guisa d’un sovrano, senza paggi né gale, 
così come il palazzo, visita l’ospedale.

“Il Sole e la lucerna” di Giovanni Pascoli 

In mezzo ad uno scampanare fioco
sorse e batté su taciturne case 
il Sole, e trasse d'ogni vetro il fuoco.

C'era ad un vetro tuttavia, rossastro
un lumicino. Ed ecco il sol lo invase,
lo travolse in un gran folgorìo d'astro.

E disse, il Sole: - Atomo fumido! Io
guardo, e tu fosti. - A lui l'umile fiamma: 
- Ma questa notte tu non c'eri, o dio;
e un malatino vide la sua mamma 

alla mia luce, fin che tu sei sorto. 
Oh! grande sei, ma non ti vede: è morto! - 

E poi, guizzando appena: 
- Chiedeva te! Che tosse! 
Voleva te! Che pena! 

Tu ricordavi al cuore 
suo le farfalle rosse 
su le ginestre in fiore! 

Io stavo lì da parte... 
gli rammentavo sere 
lunghe di veglia e carte 
piene di righe nere! 

Stavo velata e trista, 
per fargli il ben non vista.

“Se non avessi visto il Sole” di Emily Dickinson 

Se non avessi visto il Sole 
avrei potuto sopportare l’ombra, 
ma la luce ha reso il mio deserto
ancora più selvaggio.

“Inno al Sole” di Pablo Neruda 

Ordito di oro torbido e di oro del mattino: 
Eredità australe. Cataratta di rame e di bronzo fusi, 
latte di luce, suono: 
Eredità astrale! 

Altar multifungente per la mia anima inchinata 
davanti al giorno dorato che già penetra in essa… 
Carro di luce dove vanno le mie mani stanche 
di vendemmiare spine e seminare stelle. 

Quando verrà la notte mi metterò in ginocchio 
aspettando che venga da dove ti perdesti. 
Lascerai nella mia vita le tue fiamme gialle, 
infilzerai i tuoi ovuli nella mia esca triste? 

Padre dei vulcani e delle messi, 
fa’ che il tuo parlar fecondi la mia piccola gola, 
dimmi che ritmo seguono il metallo e la seta, 
la cordigliera pubere e l’uccello che canta! 

E che la mia bocca ardente raccolga il canto tuo, 
che lo ripeta il vento, lo addolcisca la fonte: 
fa’ che ogni baco mantenga il suo bozzolo 
e che il bozzolo stesso canti semplicemente. 

Canti la gran verità della tua vita e la mia, 
il falò giovane della tua luce e del mio verso, 
e la felicità sotto la notte fredda 
dia una grande sveglia su un grande universo… 

Saprò perché le uve maturano d’Autunno, 
perché l’oro del grano ha la tua plenitudine, 
perché l’albero nudo trepida nei suoi rampolli 
tal quale corpo nuovo che trema in gioventù. 

Padre Sole, mi dirai con la tua voce rude 
che faremo domani e che facemmo prima, 
e perché va tagliando la materia nuda
nostra Signora dalla falce sanguinante… 

Frattanto io vado camminando addormentato… 
rompendomi le tempie i roseti fioriti
vanno fermentando nella mia anima il tuo ovulo spettrale, 
ordito di oro torbido e di oro del mattino, 
cataratta di rame e di bronzo fusi,
Eredità astrale!

“Il Sole d’estate” di Robert Louis Stevenson 

Il Sole è grande e viaggia imperioso
nel cielo vuoto senza riposo, 
e quando il giorno è azzurro e radiante 
più della pioggia si effonde scrosciante. 

Nella soffitta ragnatelosa 
investe la polvere di luce radiosa, 
e dalle tegole un poco sbrecciate
porta al fienile le sue fresche risate. 

E intanto mostra al giardino ammirato 
il volto rosso, pieno e dorato 
e sparge luce calda e brillante 
in ogni angolo e in mezzo alle piante.
Sulle colline e nel blu del cielo,
nell'aria tersa spazzando ogni velo,
per divertirsi o piantare le rose, 
è il giardiniere di tutte le cose.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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