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Le donne più intelligenti sarebbero anche le più forti bevitrici

Almeno è quanto riporta uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori della London School of Economics, riferito a migliaia di individui appartenenti ad entrambi i generi.

I ricercatori non hanno lasciato molti dubbi di interpretazioni, le conclusione del loro studio sembrano chiare: le donne con un grado di istruzione più elevato tendono a consumare più alcolici rispetto alle loro colleghe meno preparate, tendenza che per altro negli uomini si riscontra molto meno.

Le donne più intelligenti sarebbero anche le più forti bevitrici

Il problema del consumo di alcool

Va ribadita una cosa prima di avanzare qualsiasi altra considerazione: l’alcool, o etanolo, che dir si voglia, è un cancerogeno in tabella 1A dello Iarc, quindi non bisognerebbe mai abusarne in alcun modo. l’Inran concorda con l’Oms: «la quantità giornaliera di alcol (non dannosa) equivale a non più di 2-3 Unità Alcoliche per l’uomo, non più di 1-2 Unità Alcoliche per la donna e non più di 1 Unità Alcolica per l’anziano». Detto questo, ci sono una molteplicità di fattori che intervengono ancora prima del sesso nel determinare quanto sarà facile per noi diventare degli affezionati della bottiglia.

Il problema del consumo di alcool

Uno di questi è evidentemente il grado di educazione. I ricercatori concordano su quest’ultimo punto e anzi rilanciano, arrivando a dire che si possa predire l’attitudine al consumo di alcool di una persona dai suoi punteggi delle elementari.

Lo studio, redatto da due ricercatrici, Francesca Borgonovi e Maria Huerta, è stato di quelli a lungo termine, iniziato con un sondaggio nel 1970 riguardante lo stile di vita e ancora in corso tutt’oggi, con le persone coinvolte seguite da una squadra della London School of Economics.

Grandi numeri per grandi risultati

Si calcola che a prendere parte allo studio siano state tra 9,665 e i 17,287, numeri che variano in base all’accettabilità di determinate risposte o lacune di dati, in ogni caso un campione abbastanza ampio per poter trarre delle conclusioni utili. Di questi individui sono stati presi in considerazione i risultati di alcuni test accademici e questionari, questi ultimi contenenti domande sul consumo di alcool e su quanto consapevolmente se ne facesse uso.

Grandi numeri per grandi risultati

«Both males and females who achieved high-level performance in test scores administered at ages five and 10 are significantly more likely to abuse alcohol than individuals who performed poorly on those tests»

Le donne con qualifiche accademiche di un certo livello avevano circa il 71% di probabilità in più delle meno istruite di bere, fino ad arrivare all’86% con una laurea tra le mani. Queste hanno anche 1,7 volte più possibilità di avere problemi legati al bere, allo stesso modo quelle che avevano i voti migliori a scuola rischiano di più da grandi con l’alcool.

Le ragioni del consumo

Ora la domanda più scontata: perché questo fenomeno? I ricercatori sostengono che possano esserci più di una motivazione per questa associazione positiva tra rendimento scolastico e consumo di alcolici.

In primis una maggiore vita sociale e le conseguenti maggiori occasioni di consumo, ma anche una maggiore tolleranza e accettazione nel suo consumo e abuso; non manca una più alta esposizione al suo consumo durante il periodo di formazione e, forse ancora più importante, un periodo maggiormente lungo prima di dover di fatto caricarsi le responsabilità della propria vita sulle spalle, cosa che nelle famiglie benestanti succede in ritardo rispetto alle meno abbienti.

Questo effetto poi potrebbe essere stato ulteriormente rimarcato da una tendenza del marketing a spingere prodotti come il vino verso una clientela molto precisa, un pubblico che in questo è rappresentato spesso da donne emancipate di successo. La cosa più importante però , avendo una nuova scusa molto orecchiabile  a disposizione, è non abusarne troppo, mi raccomando.

Fonti: telegraph.co.uk – beviresponsabile.it

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

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